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Cinema

Lino Banfi, 85 anni tra Oronzo Canà, nonno Libero e un amore lungo 70 anni

Tra i volti più importanti della commedia all'italiana, festeggia oggi 9 luglio un importante traguardo

Quel “porca pu**ena” che Oronzo Canà ha tuonato dopo ogni gol segnato nella partita Italia-Turchia è ormai l’inno di gloria che riecheggia da martedì 6 luglio. E che, soprattutto, ci prepara alla finale di domenica. In attesa della tanto agognata serata, il celebrato ‘allenatore nel pallone‘ ha tagliato un altro traguardo: oggi 9 luglio, infatti, Lino Banfi compie 85 anni. Tra i volti più rappresentativi della commedia sexy italiana a cavallo fra gli anni Settanta – Ottanta, l’ex Oronzo Canà e, successivamente, nonno Libero di Un medico in famiglia è uno dei pilastri del cinema e della televisione made in Italy.

Lino Banfi, Pasquale Zagaria, nonno Libero: tanti nomi, un unico artista

Nato ad Andria il 9 luglio 1936 come Pasquale Zagaria, Lino Banfi esordisce sin da giovane nella recitazione. Sebbene la famiglia cattolica lo avesse spinto a intraprendere l’esperienza in seminario, fu proprio in chiesa che avvenne ‘l’illuminazione’. Più che un’ispirazione, tuttavia, si trattò di un consiglio proveniente dal Vescovo, il quale gli suggerì di tentare la carriera di attore comico. Nel 1954 tentò, dunque, con il teatro del varietà a Milano, dopo essere entrato nella compagnia di Arturo Vetrani. Fin da subito, incentrò la propria comicità sulla propria parlata, caricandola di un forte accetto pugliese. Proprio questo, negli anni successivi, divenne il suo marchio distintivo.

Sin dagli esordi della propria carriera scelse un nome d’arte. La scelta ricadde, inizialmente, su Lino Zaga. Ciononostante, fu proprio Totò a suggerirgli di cambiarlo, convinto dal fatto che, se accorciare il nome portasse fortuna, non altrettanto accadeva per il cognome. Alla fine, il suo impresario nonché insegnante di scuola elementare lo scelse per lui, prendendo il primo nominativo dal registro di classe. La decisione cadde su Aureliano Banfi: ed è così che Lino Banfi cominciò ad affermarsi. Dopo i primi anni in Puglia, dunque, il comico si trasferì a Roma, esordendo finalmente in televisione. L’occasione fu offerta da Antonello Falqui nel 1964, per il programma Biblioteca di Studio Uno. Negli anni successivi accostò il suo nome a quello di altri grandi artisti: partecipò nel 1969 in Speciale per voi, su Rai 2, di Renzo Arbore mentre, nel 1972, al fianco di Anna Mazzamauro e Carletto Sposito, prese parte a Cabaret Sancarlino.

Al contempo, a partire dagli anni Sessanta, Lino Banfi si fece conoscere anche sul grande schermo. Sono gli anni, infatti, di Franco e Ciccio, nelle cui pellicole il comico pugliese ricopre alcune piccole parti. Dopo una serie di ruoli minori, nel 1973 esordisce come protagonista in Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia. Al 1975 risale, inoltre, la sua partecipazione a L’esorciccio, ancora al fianco di Ciccio Ingrassia. Grazie a questi progetti e alla sua parlata peculiare, Banfi diventa in breve uno dei volti più frequenti del grande schermo, inaugurando la fortunata stagione della commedia sexy all’italiana, accanto di Edwige Fenech.

Lino Banfi, il mito della Fenech e di Oronzo Canà

A breve, il comico pugliese conquista la scena e la luce dei riflettori, grazie a una serie di progetti del macro-filone, tipicamente italiano, della commedia sexy. Volti del calibro di Gloria Guida e, in particolare, della Fenech si trovano ad affiancare Banfi in pellicole che, negli anni, sono diventate veri e propri cult del genere. Da L’insegnate viene a casa, a La liceale nella classe dei ripetenti passando per L’infermiera di notte, i lungometraggi diventano dei successi del grande schermo. 

Il decennio successivo conferma, nuovamente, il successo di Lino Banfi. Il comico inaugura gli anni Ottanta ancora insieme ad Edwige Fenech, che lo affianca in Cornetti alla crema (1981), mentre nel 1982 torna al cinema con Vieni avanti cretino. Il tono piccante e smaliziato delle pellicole degli anni Settanta lascia spazio alla riproposizione delle scene d’avanspettacolo che, nel 1984, lo portano a uno dei suoi personaggi più conosciuti: Oronzo Canà. In quell’anno debutta, infatti, L’allenatore nel pallone. Ispirato all’allenatore Oronzo Pugliese, il celebre ruolo rende ormai Lino Banfi una pietra miliare nell’immaginario collettivo. Grazie al suo lavoro, ha ricevuto anche i complimenti di un estimatore d’eccezione del calibro di Quentin Tarantino che lo ha definito “un grandissimo comico, un’icona del cinema italiano“.

Lino Banfi, nonno Libero e il grande amore che dura da 70 anni

Gli anni successivi, per Lino Banfi, segnano un progressivo ritorno anche sul piccolo schermo. Pur continuando a lavorare al cinema, diretto da Dino Risi in Il commissario Lo Gatto (1986) o I pompieri, insieme a Massimo Boldi e Paolo Villaggio, il comico pugliese si presta anche alla fiction televisiva. Un nuovo, grande successo, in tal senso, arriva nel 1998. Dopo Oronzo Canà, Lino Banfi si trova ad interpretare un nuovo alter-ego: nonno Libero. Il comico entra, infatti, ufficialmente nel cast di Un medico in famiglia. La fiction, tra le più apprezzate dello schermo, vede Banfi in un nuova nuova veste. Un veste più familiare e pacata: quella di Libero Martini. Una veste che, a ben vedere, non sembra neanche lontana dalla realtà. Banfi ha infatti un legame profondo e duraturo con la sua famiglia, anche più della sua carriera. Legato in matrimonio con Lucia Lagrasta dal lontano 1° marzo 1962, dopo 10 anni di fidanzamento, dimostra che l’amore può essere davvero eterno.

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Lorenzo Cosimi

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.

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