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Pfizer chiederà l’autorizzazione per la terza dose del vaccino anti-Covid

Secondo i primi risultati di una sperimentazione renderebbe più alte le risposte degli anticorpi

In base agli ultimi risultati emersi da una ricerca, l’azienda produttrice del vaccino Pfizer-Biontech si appresta a chiedere alle autorità competenti l’autorizzazione per una nuova dose. Il vaccino Pfizer, dunque, potrebbe essere somministrato in tre dosi e, in questo caso, sarebbe previsto un richiamo per chi ha già ricevuto entrambe le somministrazioni.

Pfizer chiede di somministrare la terza dose

Nelle prossime settimane Pfizer farà richiesta alle autorità di regolamentazione degli Stati Uniti e dell’Unione Europea per la terza dose. In un breve comunicato, l’azienda del vaccino contro il Covid-19 ha spiegato che una terza somministrazione sarebbe utile per aumentare la protezione. Nella nota ufficiale di legge che: “Pfizer-Biontech ritiene che una terza dose potrebbe essere di beneficio entro i 6-12 mesi successivi alla seconda dose per mantenere livelli più alti di protezione”. L’azienda farmaceutica, in base a risultati che renderà noti nei prossimi giorni, ritiene che un’altra dose aumenterebbe di 5-10 volte il numero di anticorpi. I dati emersi dall’incoraggiante sperimentazione clinica saranno presentati alle autorità regolatorie, la Fda negli USA e l’Ema nell’UE.

Cosa sappiamo sulla terza dose

La terza dose del vaccino potrebbe essere necessaria soprattutto per fronteggiare le nuove varianti come la Delta. Ma alcuni paesi si sono già portati avanti su questo fronte. La Francia ha iniziato a somministrare la terza inoculazione per i pazienti considerati fragili, mentre il Regno Unito ha dato l’ok a partire dal prossimo settembre: ne avranno diritto gli over-50 e i giovani che in passato hanno ricevuto il vaccino anti-influenzale. Mentre Pfizer sta programmando un nuovo studio su un campione di 180 adulti e 180 bambini con problemi immunitari, Moderna testerà la terza dose su 120 soggetti trapiantati. E come riporta anche Sky News, il commissario all’emergenza Figliuolo, interrogato sull’argomento, ha risposto: “Non sappiamo quanto dura questa immunità, se dovessero arrivare evidenze scientifiche per cui c’è bisogno di un ulteriore richiamo noi siamo pronti“.

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Roberta Gerboni

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Siciliana, vive a Roma. Appassionata di scrittura e giornalismo fin da giovane, inizia il proprio percorso in redazione a 17 anni, occupandosi di cultura e attualità. Per tre anni redattore del Corriere di Gela, si è dedicata alla redazione di articoli per varie testate online.
Laurea Magistrale con Lode in Lettere Classiche all' Università degli Studi di Siena, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere a Catania.
Appassionata di salute, bellezza e delle vite dei reali di tutto il mondo.

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