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W20 a Roma, Ursula von der Leyen: “Donne discriminate, parità di genere entro il 2030”

Dalla Presidente della Commissione europea l'impegno a ridurre il gender pay gap e a rafforzare l'assistenza all'infanzia e agli anziani

Meno di dieci anni per raggiungere definitivamente la parità di genere in tutti i campi. L’obiettivo è ribadito con forza dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenuta oggi 13 luglio, con un videomessaggio, al W20 Rome Summit il G20 delle donne – a Roma presso il Tempio di Adriano. “È triste sapere che al G20 io potrei essere l’unica donna – ha dichiarato la Presidente – Abbiamo bisogno delle migliori idee al livello politico per dare le giuste opportunità a tutte le donne“. Ma anche “per raggiungere la parità entro il 2030“. Per questo specifico obiettivo, secondo von der Leyen, servono “i pagamenti dei congedi parentali” così come “il consolidamento dell’assistenza per l’infanzia e per gli anziani“.

“No alla scelta tra carriera o famiglia”

Questi sono gli investimenti che dobbiamo fare per una ripresa solida e sostenibile – ha insistito la Presidente della Commissione – Con il contributo del W20 riusciremo a gettare le basi per rappresentare gli uomini e le donne in maniera equa sia nel lavoro sia nella famiglia“. “Non è vero – ha proseguito von der Leyen – che noi donne dobbiamo scegliere tra la carriera e la famiglia. Conosco gli ostacoli, ma dobbiamo pretendere un accesso equo al mondo del lavoro e poter allo stesso tempo crescere i nostri bambini“. Un altro tema su cui porre l’accento, secondo la presidente della Commissione europea, è quello dell’istruzione. “Dobbiamo investire di più nell’istruzione – ha detto – perché 11 milioni di bambini potrebbero essere costretti all’abbandono scolastico. Al G7 ho annunciato che la Commissione aumenterà di un terzo i fondi stabiliti per l’istruzione, raggiungendo i 100 milioni“.

Speranza: “Medicina di genere”

Al W20 di Roma è intervenuto anche il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Credo che la battaglia di fondo che anima il senso del W20 sia una battaglia ancora da vincere in ogni parte del mondo – ha dichiarato – e anche nel nostro Paese facciamo i conti quotidianamente con residui di una cultura di un tempo che vorremmo metterci alle spalle”. “Nel Servizio sanitario nazionale del futuro dobbiamo assumere come prioritario e fondamentale un punto di vista di genere: dobbiamo rafforzare la medicina di genere“, ha detto Speranza.

Casellati: “Troppe donne vittime di pregiudizi”

Dal canto suo la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, ha aperto il Summit di Roma ricordando l’importanza della lotta per la parità di genere. “In 18 paesi del G20 – ha sottolineato – le donne continuano ad essere pagate oltre il 15% in meno degli uomini e solo il 55% delle donne è coinvolto nel mercato del lavoro rispetto al 71% degli uomini. Ci sono ancora troppi pregiudizi culturali che impediscono al mondo femminile di esprimere il talento e i meriti.

Gender pay gap, un problema irrisolto

A centro del W20, sotto la presidenza italiana, il contrasto alla violenza sulle donne, alla disoccupazione femminile e al gender pay gap (divario retributivo di genere). Ma anche la tutela delle bambine, vaccini più accessibili in tutto il mondo e sostenibilità. Il summit conclusivo dell’engagement group Women 20 si svolgerà fino a dopodomani 15 luglio. Diverse le sessioni di lavoro distribuite nell’arco delle intere giornate. A causa delle restrizioni dovute alla pandemia, i posti all’interno della sala del Tempio di Adriano a Roma sono limitati e riservati a ospiti, organizzatori e tecnici. Ciascun cittadino, però, può seguire le sessioni di lavoro in modalità digitale al link https://w20italialive.it.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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