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Covid, Boris Johnson in isolamento. Francia: proteste anti Green Pass. Coprifuoco a Mykonos e Barcellona

E in Italia, fra una settimana, regole più severe per entrare al ristorante o andare a ballare in discoteca

Sale di nuovo in tutta Europa il timore del Coronavirus. Nel pieno della seconda estate dell’era Covid si registra ovunque un aumento dei contagi, spinti dalla variante Delta, ormai predominante. Nel Regno Unito il primo ministro britannico Boris Johnson (a sinistra nella foto) fa marcia indietro e comunica che andrà in quarantena, dopo essere entrato in contatto con il ministro della Salute Sajid Javid, risultato positivo ai test.

Polemiche a Londra

Il premier si è isolato nella sua residenza di Chequers. Salta così la sua prevista partecipazione al programma pilota del servizio sanitario inglese che invece dell’isolamento prevede test quotidiani anti Sars-CoV-2. Lo stesso Boris Johnson lo aveva annunciato, in un primo momento, ma di fronte alle polemiche scatenate dall’opposizione su un presunto ‘trattamento di favore’ ha scelto di rinunciare e di porsi in isolamento volontario. In quarantena è finito anche il Cancelliere dello Scacchiere (omologo del nostro ministro del Tesoro, ndr.) Rishi Sunak.

Parigi, al bar col pass

Dall’altra parte della Manica, in Francia, decine e decine di migliaia di persone sono scese in piazza in varie parti del paese, sabato 17 luglio, per protestare contro le misure annunciate lunedì scorso dal presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron (a destra nella foto). A Parigi hanno manifestato circa 18mila persone. Da inizio agosto in Francia scatterà l’obbligo di Green Pass sanitario per aerei, pullman e treni, ristoranti e bar. Il personale sanitario dovrà vaccinarsi obbligatoriamente, pena gravi conseguenze sul posto di lavoro.

Stop a movida e spostamenti

Cinque ore di coprifuoco notturno, e altre restrizioni, scattano invece in Grecia, sulla celebre isola turistica di Mykonos. Le autorità hanno disposto lo stop agli spostamenti notturni dall’una alle 6 del mattino e il divieto di suonare musica per bar, ristoranti e locali notturni. Le misure, come ha spiegato il vice ministro della Protezione civile Nikos Hardalias, si prolungheranno fino al 26 luglio. Torna il coprifuoco – almeno per una settimana – anche a Barcellona, in Catalogna. L’obiettivo, lo stesso di Mykonos, è di frenare la nuova ondata di Covid che sta investendo in pieno i giovani. In Spagna le nuove restrizioni sono cominciate nel corso dell’attuale weekend.

Discoteche e locali nel mirino

Sull’onda di quello che accade nel resto d’Europa, anche il nostro Paese sta per prendere significative contromisure anti Covid. Da lunedì 26 luglio ci si attendono nuove regole per il Green Pass. Dopodomani, 20 luglio, la cabina di regia del Governo Draghi imposterà un nuovo decreto. Il punto di ‘caduta’ del testo, compromesso fra la linea rigida “alla francese” e il rifiuto di ogni ulteriore stretta sui locali potrebbe alla fine riguardare soprattutto ristoranti e discoteche. Stando alle indiscrezioni di stampa per cenare al chiuso in un locale, così come per andare a ballare, servirà il Green Pass, pena multe salate ai clienti e sanzioni ai gestori dei locali.

Locatelli: “Stretta anti contagi”

I dati indicano una ripresa netta della circolazione virale nel Paese – ha dichiarato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, in un’intervista a Repubblica – Anche nelle ultime 24 ore abbiamo avuto un incremento di circa 300 casi. L’età media dei contagiati è di 28 anni, un dato che dimostra come i contagi siano legati in buona parte alla popolazione giovane in ragione della maggior socializzazione del periodo estivo, un po’ come è successo l’anno scorso.” “Gli assembramenti e gli affollamenti hanno favorito la circolazione virale. Basta pensare anche ai focolai legati ai quarti e alle semifinali già individuati a Roma” ha aggiunto riferendosi alle feste per la vittoria della Nazionale di calcio a Euro 2020.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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