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G20 sull’Ambiente a Napoli, Cingolani: “Dalla mobilità all’industria cambierà tutto, dobbiamo fare presto”

Il ministro della Transizione Ecologica guida il dibattito fra i 'grandi' del mondo in vista della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici prevista in autunno a Glasgow

La lotta ai cambiamenti climatici, l’accelerazione della transizione ecologica di tutta la società, le prospettive di una ripartenza sostenibile, fino allo sviluppo di città smart e resilienti. Sono questi gli scopi condivisi da tutti, sulla carta, del G20 dedicato all’Ambiente che si svolge a Napoli e di cui l’Italia ha la presidenza. Il problema è accordarsi sul come raggiungere questi obiettivi e con quali scadenze.

L’obiettivo del summit

Il G20 Ambiente, Clima ed Energia, al via oggi 22 luglio a Napoli (si concluderà domani), parte col presupposto di spingere la comunità internazionale verso “obiettivi più ambiziosi” soprattutto sulla politica climatica. In modo da preparare il terreno a vertici come la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021, la Cop26. Un summit in programma a Glasgow, in Scozia, il prossimo autunno e co-organizzata da Regno Unito e Italia. La giornata di oggi sarà dedicata all’Ambiente, quella di domani a Energia e Clima, per la prima volta in coppia al G20. A fare gli onori di casa il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani che ha già avuto un incontro bilaterale con John Kerry (i due nella foto in alto), inviato speciale Usa per il clima. Il ministro ha avuto un colloquio anche con la sua omologa francese di origini italiane, Barbara Pompili.

“In prima linea grazie al PNRR”

In apertura del vertice mondiale Roberto Cingolani ha sottolineato l’importanza della decarbonizzazione. Si tratta di una “necessità urgente e prioritaria“, ha detto, insieme alla “riduzione di tutte le emissioni di gas serra“. “Ridurre le emissioni, controllare l’aumento della temperatura nei prossimi decenni sotto 1,5 gradi al massimo – ha riflettuto il ministro – Questo vuol dire cambiare tutto: mobilità, industria. Abbiamo urgenza, dobbiamo trovare il modo di farlo sostenibilmente“, ha aggiunto. Infine, sull’Italia: “Noi adesso abbiamo un piano, quello del Recovery plan. E 4 settori primari: fortissimo investimento sull’ambiente, monitoraggio delle coste, riforestazione, acque, l’efficientamento energetico delle case. Dobbiamo portare la frazione dell’energia elettrica che noi consumiamo a 70% di rinnovabile, oggi siamo intorno a un terzo“.

Napoli blindata

Inutile sottolineare che è una Napoli blindata quella che accoglie i grandi del G20. Stop ad auto e pedoni nel tratto che va da piazza Trieste e Trento a Piazza del Plebiscito, fino al Lungomare di via Partenope, compresa via Nazario Sauro. Controlli rafforzati all’Aeroporto di Capodichino così come al porto. Nella Zona Rossa, relativa a quella di massima sicurezza ed in quella Arancione non saranno possibili cortei e manifestazioni di alcun tipo. Il Prefetto di Napoli, Marco Valentini, ha comunque assicurato che garantirà “ogni forma di dissenso e opposizione purché siano espressi nel rispetto della legge“. Si calcolano in 2000 gli agenti in campo fra Polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri, Esercito e Capitaneria di Porto.

Kerry: “L’Italia è sulla buona strada”

L’evento porta a Napoli oltre 50 delegazioni straniere con ministri da tutto il mondo. I paesi che fanno parte del G20 rappresentano più dell’80% del Pil mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta. Sono i seguenti: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione Europea. A questi si aggiunge la Spagna, che è un invitato permanente del G20. “Difendendo l’ambiente abbiamo la possibilità reale di migliorare la vita delle persone e siamo alla vigilia del maggior cambiamento dalla rivoluzione industriale” ha affermato John Kerry, in un’intervista a Repubblica. “Ho incontrato il premier Draghi ed è stato molto chiaro con me nel descrivere le ambizioni dell’Italia. Non solo per accompagnare Cop26 al successo ma anche per indicare la strada verso il futuro. La co-presidenza di Italia e Gran Bretagna per la Cop26 ci fa ben sperare“, ha sottolineato ancora Kerry.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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