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Ripresa economica, l’Italia supera la Germania: Pil a +4,9% nel 2021

Berlino si fermerà a +3,6%, secondo l'Fmi, ma non porta il fardello di un debito pubblico come quello italiano, atteso a quota 157% del Pil

Italia-Germania, sfida infinita: oggi anche nel campo della competizione economica. Quest’anno il nostro Paese crescerà molto più della Germania. Lo testimoniano numeri e cifre del Fondo monetario internazionale (Fmi) che ha pubblicato il nuovo World Economic Outlook. Le previsioni del rapporto, aggiornate a luglio, contengono ottime notizie per il Pil italiano che dovrebbe aumentare nel 2021 del 4,9%, dopo il crollo del 8,9% del 2020 a causa della pandemia di Covid-19. Nell’arco del prossimo anno è previsto che salga del 4,2%. La locomotiva tedesca invece si fermerà su una crescita del 3,6% quest’anno e del 4,1% l’anno prossimo.

Indebitamento alle stelle

Il nostro tallone d’Achille resta però il gigantesco debito pubblico. A fine 2021 dovrebbe raggiungere cifre record con un indebitamento nazionale pari al 157,8% del Pil. Il deficit è invece stimato all’11,1%, in aumento di 2,3 punti percentuali rispetto all’8,8% previsto in aprile. Grazie al Recovery Fund è in generale tutta l’area euro a mostrare chiari segnali di una ripresa più repentina del previsto. Il Prodotto interno lordo (Pil) dell’Eurozona crescerà quest’anno del 4,6% e del 4,3% nel 2022. L’economia globale è prevista quest’anno in crescita del 6%; nel 2022 invece la crescita è stata rivista al rialzo di 0,5 punti percentuali al +4,9%, anche grazie alla corsa degli Usa. La ricchezza prodotta dagli Stati Uniti sarà in crescita del 7% quest’anno e del 4,9% nel 2022.

Il mondo a due velocità

La ripresa economica mondiale post Covid procede però in modo fortemente diseguale. Ed è inutile girarci intorno: la discriminante riguarda l’accesso ai vaccini. Secondo gli analisti del Fondo monetario internazionale (Fmi), le economie avanzate corrono più veloci con la campagna di vaccinazione che procede speditamente. Al contrario, le economie emergenti procedono più lentamente: ricevono meno stimoli a causa della mancanza di vaccini. “La variante Delta – ha detto la capo economista Fmi Gita Gopinath – è la variante dominante e ha già avuto un impatto sulle previsioni di crescita. È una preoccupazione importante. La buona notizia è che i vaccini che abbiamo funzionano, la notizia non buona è che c’è un accesso non equo ai vaccini.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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