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Federica Pellegrini chiude la carriera, Tokyo 2020 la consegna al mito: “È stato un bel viaggio”

La Divina non va oltre il 7° posto nella finale dei 200 stile libero ma ha scritto la storia del suo sport. Per lei adesso il mondo dello spettacolo

Fra pochi giorni, giovedì 5 agosto, compirà 33 anni; per lei nulla sarà più come prima perché comincerà un’altra vita fuori dalle gare di nuoto. Todo cambia, cantava Mercedes Sosa, e chissà se la Divina sente risuonare nelle orecchie quella melodia malinconica, ma inebriante. Federica Pellegrini (la foto in alto è tratta dal suo profilo Instagram), si prepara infatti a uscire di scena. Si è classificata al settimo posto nella finale dei 200 stile libero alle Olimpiadi di Tokyo, la quinta e ultima finale della sua carriera, vinta dall’australiana Ariarne Titmus. Ma che importa, con rispetto parlando. Fede, che ha partecipato a 5 finali olimpiche, è nella storia, per non dire leggenda.

Un medagliere senza confronti

È vero ha fatto fatica, Federica, a raggiungere la finale di Tokyo e il podio era oggettivamente fuori portata. Lei però questa eventualità l’aveva messa in conto e l’impresa che ha compiuto resta storica. Nelle precedenti finali olimpiche Pellegrini era giunta seconda ad Atene 2004 – la sua prima Olimpiade – quindi aveva vinto l’oro di Pechino 2008. In seguito era arrivata quinta a Londra 2012 e quarta a Rio 2016. Federica resta ancora primatista mondiale – dal 2009 – con il crono di 1’52″98. Fra Giochi Olimpici, Mondiali, Europei, Campionati italiani, Universiadi, Giochi del Mediterraneo, la campionessa veneta ha partecipato a innumerevoli gare e ha collezionato un palmarès da record assoluto. In vent’anni di carriera ha portato a casa 129 medaglie d’oro, 36 d’argento e 15 di bronzo. Oltre allo stile libero ha praticato anche il dorso ma è nella prima categoria che si è distinta maggiormente: dal 2009 al 2016 ha stabilito record nei 100, 200, 400 e 800 metri stile libero.

 

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“La finale più serena”

È stato un bel viaggio, tanti anni di bracciate: me la sono goduta dall’inizio alla fine” ha detto lei dopo l’ultima finale di Tokyo, provando a non lasciarsi andare alla commozione. “Tra pochi giorni farò 33 anni, è il momento più giusto – ha dichiarato a RaiSport – Ringrazio tutti quelli che mi hanno tifato e si sono svegliati di notte per seguirmi dall’Italia“. “Sono proprio contenta – ha aggiunto Federica – È stata la finale più serena che io abbia mai vissuto. Penso sia il momento e il modo giusto perché più importante di una finale olimpica non c’è niente. Sono in pace. Non mi andava di chiudere la mia carriera solo perché avevano rinviato i Giochi di un anno“.

Futuro pieno di progetti

E adesso cosa farà Federica Pellegrini? “Ma io ho tantissime cose da fare. Prima di tutto tornare a casa che mi stanno aspettando tutti, festeggiare il mio compleanno perché 33 anni è un’età importante. Poi ci dobbiamo far votare dagli atleti per il Cio, a settembre. Si spera che novembre ci sarà la International Swimming League a Napoli“. E non è tutto qui. “Uscirà un docufilm, ho in progetto un libro e le registrazioni di Italia’s Got Talent“. Poi la Divina fa una rivelazione: “Se non ci fosse stato Matteo Giunta probabilmente avrei smesso qualche anno fa. Matteo – ha detto la campionessa al Tg1 – è stato un grandissimo allenatore e un compagno di vita speciale. Spero lo sarà anche in futuro. La priorità era tenere l’immagine dell’allenatore e dell’atleta separati e siamo stati bravi molto in questo. È stata una persona fondamentale, una delle più importanti in questo percorso sia umano che sportivo“. Neppure il mito Pellegrini può tutto da sola. Lo sport è anche (e soprattutto) questo.

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Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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