Quando ‘Rocky’ consegnò l’Oscar a Salvatores

1992: "And the Oscar goes to... Italy"

Sono perle rare gli autori che sono riusciti a regalarci il brivido di ricevere, in quanto italiani, quell’irraggiungibile “And the Oscar goes to…”. Gabriele Salvatores è uno di quelli. Era il 1992 quando Mediterraneo lo consacrò sotto gli occhi di Hollywood e del mondo intero. E sì, ad annunciarlo era niente meno che Rocky

Una delle prime immagini che ci vengono in mente quando pensiamo agli italiani che hanno vinto l’Oscar, sicuramente è Sophia Loren che urla “Roberto!” per annunciare la vittoria de La vita è bella di Benigni. Il record, invece, è nelle mani di De Sica e Fellini, con 4 statuette ciascuno, mentre Moroder, Storaro e Rambaldi (3 Oscar per uno) ci hanno perfino reso delle eccellenze della musica, della fotografia e degli effetti speciali nel cinema. Salvatores (tra gli altri insieme a Tornatore, Magnani, Rota) di Oscar ne ha vinto uno (per ora), ma il momento in cui Sylvester Stallone lo annunciò come vincitore conserva ancora tutta la sorpresa di quella serata del ’92.

La cerimonia: lo show di Billy Crystal con Stallone

Billy Crystal che presentava Stallone era già metà dello spettacolo: “Per presentare il miglior film in lingua straniera, un uomo che nel 1976 ha scritto e recitato in un ‘piccolo’ film chiamato Rocky, che ha vinto il premio come miglior film e ha introdotto la parola ‘yo’ in tutte le lingue tranne l’ebraico, dove si legge da destra a sinistra”. Allora Stallone entrava sulle note (ovviamente) di Gonna Fly Now, e spendeva parole che, col senno del poi, potevano essere riservate solo a Mediterraneo (nonostante fossero tutti convinti, anche Salvatores, che avrebbe vinto Lanterne rosse di Zhang Yimou.

“Certi film sono un teatro sacro, con la loro classe ci insegnano la storia, la geografia e la natura dell’uomo, che è troppo spesso allo stato brado. Ogni paese fa film, e noi possiamo imparare molto dal lavoro dell’altro. Non importa quale lingua parlino e dove sono stati girati: la pura gioia del film è un’esperienza universale”.

Se quell’Oscar per il Miglior film straniero non era scontato, è vero anche che Salvatores aveva dato già prova d’essere un fuoriclasse. Giusto da pochi anni (nell’89) aveva definitivamente lasciato la carriera teatrale per dedicarsi senza riserve al cinema (per i più curiosi: l’ultimo spettacolo portato in scena fu proprio Comedians, che a distanza di anni avrebbe portato anche il cinema, e che è attualmente il suo ultimo film). Salito sul palco a ritirare la sua statuetta, nel ’92, Salvatores aveva messo subito le mani avanti: “purtroppo non parlo inglese”, ma non aveva perso l’occasione di lanciare anche di fronte al mondo quello che il suo film antimilitarista aveva da dire: “Per favore, fate come i personaggi del film e smettete di fare la guerra. La vita è molto meglio”.

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