Antonio Banderas e quell’incontro che segnò per sempre la sua carriera

Aveva 19 anni e davanti al "Teatro Nazionale di Madrid" la sua vita cambiò per sempre

Antonio Banderas era appena 18enne, ma si era ritrovato a fare i conti una cocente delusione. Destinato a diventare una grande promessa del calcio, l’interprete spagnolo ha dovuto abbandonare il proprio sogno a seguito di un pesante infortunio al ginocchio che ne ha compromesso la carriera. Quella che poteva sembrare a tutti gli effetti una porta chiusa, in realtà, ha permesso a Banderas di trovare un’altra strada. E di capire che, forse, si era trovato di fronte alla porta sbagliata.

L’anno successivo, all’età di 19 anni, un incontro casuale davanti al Teatro Nazionale di Madrid lo illuminò sulla via da seguire. Un uomo con una valigetta rossa, infatti, dopo averlo scrutato gli si avvicinò affermando: “Hai una faccia molto romantica. Dovresti fare cinema. Bye Bye.” Fu proprio quell’uomo a far emergere le sue peculiarità, anni dopo, sul grande schermo sancendo di fatto un sodalizio duraturo, nonché la fortunata carriera che Antonio Banderas ha intrapreso al cinema. Quell’uomo era Pedro Almodovar e, primo fra tutti, scorse nell’interprete spagnolo le potenzialità per diventare una star internazionale. Una star che oggi 10 agosto compie 61 anni e che abbiamo scelto di celebrare.

Antonio Banderas, la “faccia romantica” e il rapporto con Pedro Almodovar

Se Pedro Almodovar è stata una presenza incisiva nella vita di Antonio Banderas, è altresì vero il contrario. Il loro è stato un rapporto, prima professionale e poi – inevitabilmente – confidenziale, bilanciato nel quale ognuno dei due è riuscito a tirare fuori il meglio dell’altro. A tre anni di distanza dal primo incontro, infatti, il regista Premio Oscar scelse quel 22enne, ancora giovane e acerbo, per il film Labirinto di passioni. Era il 1982, Antonio Banderas si trovò di fatto a intraprendere quella strada che, in un certo senso, Almodovar aveva tracciato per lui. Oltre a segnare il suo debutto sul grande schermo, il film sancì inoltre il sodalizio artistico tra i due che, nel corso degli anni, è stato riconfermato in diverse occasioni.

L’attore spagnolo è tornato di fronte alla macchina da presa di Pedro Almodovar anche per Matardor, La legge del desiderio e Donne sull’orlo di una crisi di nervi. La loro ultima collaborazione risale al 2019 per Dolor y Gloria – a distanza di ben 37 anni dal loro primo film insieme – che ha fruttato a Banderas la sua prima candidatura al Premio Oscar e la vittoria della Palma d’Oro al Festival di Cannes. Il suo fascino latino, connesso all’innegabile talento, gli ha consentito di attirare le attenzioni anche sul versante hollywoodiano. Il successo internazionale arrivò soprattutto a partire dagli Anni Novanta, durante i quali legò il suo nome a progetti del calibro di Intervista col vampiro – al fianco di Brad Pitt e Tom Cruise – e Philadelphia (accanto a Tom Hanks).

Il successo internazionale e il “rifiuto” a Madonna

Nel 1996, inoltre, ricoprì il ruolo di Che Guevara, mostrando anche le proprie abilità canore, nel musical Evita, diretto sul grande schermo da Alan Parker. In tale contesto si trovò a dividere la scena con Madonna, la quale, come lo stesso Antonio Banderas ammise anni dopo, cercò di attirare le sue attenzioni in occasione di una cena a Madrid. Allora sposato con Ana Leza, l’interprete rifiutò le attenzioni della Regina del Pop. Era chiaro, dunque, che ormai l’interprete spagnolo era diventato una star internazionale. Il successo fu riconfermato nel 1998, quando l’attore ricoprì forse il suo ruolo più importante in assoluto, indossando i panni di Zorro ne La maschera di Zorro. Al contempo, se Madonna non fece breccia nel suo cuore, un’altra illustre “bionda” riuscì nell’impresa: Melanie Griffith. I due sono stati legati dal 1996 al 2014. Dalla loro unione, inoltre, è nata nel 1996 Stella, unica figlia della coppia. Insomma, nonostante di tempo ne sia trascorso dal suo esordio, Antonio Banderas mantiene inalterato il suo fascino latino. Auguri a una delle stelle più luminose del cinema spagnolo.

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