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Afghanistan: ribellione ai talebani a Jalalabad, gruppi di donne protestano a Kabul. Convocato il G7

Mentre prosegue il rimpatrio dei connazionali il premier Draghi celebra "i nostri caduti eroi": 54 soldati italiani morti e 700 feriti nel corso della missione internazionale di questi anni

Summit del G7 sull’Afghanistan promosso dal Presidente Usa Biden e dal premier britannico Johnson. Non subito, ma la prossima settimana. Senza troppa fretta i grandi del mondo si riuniranno, sia pure virtualmente in tempi di Covid, per decidere una strategia comune. L’arrivo dei talebani a Kabul, anticipato rispetto al previsto, ha mandato in crisi le cancellerie occidentali e ora si cerca di correre ai ripari, ma ci vorranno ancora diversi giorni. Gli stessi che occorreranno ai ministri italiani Luigi Di Maio (Esteri) e Lorenzo Guerini (Difesa) per riferire in Parlamento su quanto accade nel paese asiatico, non prima del 24 agosto. A Kabul, intanto, alcune donne hanno avuto il coraggio di scendere in strada a protestare contro i talebani chiedendo il rispetto dei propri diritti, come si può vedere nel video sotto. Le immagini sono postate su Twitter da Shakeela Ebrahimkhil, giornalista afgana.

Draghi: “Soldati caduti per il bene

Prosegue il rimpatrio degli italiani e l’arrivo di profughi afgani da Kabul. Un C130 arriverà in giornata a Fiumicino con 85 afghani a bordo. Altri due con ulteriori 150 persone decolleranno dalla capitale afgana, sempre oggi 18 agosto. “Il nostro impegno – spiega il ministro della Difesa Lorenzo Gueriniè lavorare col massimo sforzo per completare il piano di evacuazione dei collaboratori afghani, degli attivisti e di chi è esposto al pericolo“. Dal canto suo, in un’intervista al Tg1, il premier Mario Draghi ha dichiarato di voler rivolgere “un messaggio di affetto sincero alle famiglie dei 54 caduti” nel corso della missione in Afghanistan in questi anni. “L’Italia ha perso 54 soldati nel corso di questi 20 anni e circa 700 feriti. Alle loro famiglie voglio dire che il loro sacrificio non è stato vano“. “Per me e per tutti gli italiani, e lo dico alle loro famiglie, loro sono eroi“, ha concluso il Presidente del Consiglio.

Il console in Afghanistan: “Tragedia umanitaria

La situazione in Afghanistan resta al momento nella più totale incertezza. Ieri si è svolta la prima conferenza del nuovo regime. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha cercato in ogni modo di rassicurare gli afgani e il mono sulla volontà di pace e di rispetto dei diritti di tutti, donne incluse, dell’Emirato islamico. Le testimonianze però vanno in un’altra direzione. Secondo quanto riferito all’Ansa dal console italiano a Kabul, Tommaso Claudi, “abbiamo purtroppo dovuto assistere a scene drammatiche“. “In Afghanistan stiamo assistendo ad una grande tragedia umanitaria – ha sottolineato – e tutti stiamo dando il massimo mettendoci tutto il cuore e la professionalità di cui siamo capaci“.

Resistenza anti-talebana, morti e feriti

Mentre a Kabul sembra regnare al momento un ‘caos calmo’, in alcune zone del paese monta la resistenza contro i talebani. A Jalalabad un gruppo di abitanti ha ammainato la bandiera talebana dalla sommità di un palazzo e l’ha sostituita con quella nazionale: nera, rossa e verde. I miliziani sono intervenuti sparando per disperdere la folla. Lo rende noto sul suo account Twitter il giornalista Bilal Sarwary. Ma sono centinaia i giovani scesi in piazza contro i talebani a Jalalabad. Secondo testimoni citati da Pajhwok Afghan News  – a maggiore azienzia di stampa indipendente dell’Afghanistan – i talebani hanno sparato prima in aria e poi contro i manifestanti. Ci sarebbero 2 morti. E mentre continuano le evacuazioni dall’aeroporto di Kabul, il mullah Abdul Ghani Baradar – cofondatore e vice leader dei talebani – è arrivato a Kandahar dopo vent’anni di esilio all’estero.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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