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Venezia 78, da Netflix al ritorno delle major, Alberto Barbera: “Lanciamo i film per l’Oscar”

A 10 giorni dall'inizio della kermesse, il direttore artistico torna a parlare dei film che approderanno al lido

La 78a Mostra del Cinema di Venezia riparte dai migliori propositi. La kermesse, infatti, ha spinto sull’acceleratore, rispetto all’ultima edizione del Festival di Cannes, riportando al lido le grandi major. Chiarissimo segnale di ripresa, dunque, appena accennato alla Croisette e di grande auspicio per le sorti della Biennale. Altro grande punto a favore è costituito inoltre dall’arrivo di Netflix, ben accolto da Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra. Insomma, tutto pronto per l’evento Venezia 78 che tra il 1° e l’11 settembre darà nuovo assetto alla località veneta.

Una kermesse all’insegna delle grandi produzioni

Il programma della 78a edizione della Mostra indica un fattore inequivocabile: il cinema non è in crisi. Si è trattato, infatti, di una pausa momentanea, a seguito della quale la settima arte è ripartita, rinvigorita di nuova linfa vitale. Una ritrovata energia che a breve troverà modo di esprimersi a Venezia, attraverso le grandi produzioni. Al lido arriveranno infatti, in anteprima mondiale, ben tre film prodotti dalla Universal. Diretto da Paul Schrader, sarà presentato in Concorso Il collezionista di carte, mentre nella sezione Fuori Concorso verranno proiettati Last Night in Soho, con Anya Taylor-JoyHalloween Kills, secondo capitolo della rinnovata saga di Halloween (dodicesimo se si considera l’intera serie a partire dal primo film diretto da John Carpenter). Il lungometraggio assisterà inoltre alla presenza di Jamie Lee Curtis, che riceverà il Leone d’Oro alla carriera.

A Venezia 78 arriveranno anche Dune di Denis Villeneuve, il blockbuster prodotto da Warner e Mona Lisa and the Blood Moon, realizzato grazie a Fox-Disney. Oltre alle major, altra grande presenza che si è imposta all’attenzione della kermesse è Netflix. La piattaforma di streaming video è riuscita, infatti, nell’impresa di piazzare ben quattro film di sua produzione, tre dei quali in Concorso ufficiale. Tra tutti, l’attesissimo e nostrano È stata la mano di Dio, diretto dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, a cui seguono The Lost Daughter, esordio alla regia di Maggie Gyllenhaal e Il potere del cane della regista Premio Oscar Jane Campion. A chiudere è 7 Prisoners, per la regia del brasiliano Alexandre Moratto e presentato in Orizzonti Extra.

Venezia 78 è il ‘lasciapassare’ per i Premi Oscar

Solo l’anno scorso diversi registi statunitensi hanno cercato di convincere gli Studios o Netflix a venire a Venezia.” – così Alberto Barbera, in un’intervista concessa a Variety ha tirato le somme, rispetto alla scorsa edizione, proseguendo – “Era impossibile. Ma ora quasi tutti gli americani sono vaccinati e non vedono l’ora di ricominciare, il che significa promuovere e distribuire film. Quale migliore occasione per farlo se non Venezia 2021 a settembre? Venezia è allettante. È all’inizio della nuova stagione; è un trampolino di lancio che ha dimostrato il suo valore. Lanciamo film per l’Oscar ogni anno e spesso hanno vinto.” In effetti, l’ultima edizione degli Academy Awards conferma quanto detto. A trionfare come Miglior Film è stato infatti Nomadland, diretto da Chloé Zaho, vincitore del Leone d’Oro durante la 77a Mostra del Cinema di Venezia.

Andando a ritroso, anche in tempi più recenti, i casi sono molteplici: si pensi anche alla 75a edizione che ha visto trionfare Roma di Alfonso Cuaron, insignito poi dell’Oscar per la Migliore Regia e per il Miglior Film Straniero. O all’edizione precedente, che ha visto trionfare Guillermo Del Toro per il suo La forma dell’acqua – The Shape of Water. Anche il regista messicano è stato in seguito vincitore della doppietta Miglior Film e Miglior Regia agli Oscar 2018. Insomma Venezia è il vero “lasciapassare” degli Academy Awards.

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Lorenzo Cosimi

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.

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