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I Cinefanatici – ‘Il segreto di Vera Drake’: raccontare l’aborto senza (pre)giudizio

Prosegue il viaggio di VelvetMAG alla scoperta dei film vincitori della Mostra del Cinema di Venezia

Il Lido di Venezia è sempre stato baluardo dell’inclusività, così come anche testimone e precorritore del cambiamento della società, proponendo spesso modelli nuovi. In questi, gli spettatori possono rispecchiarsi, raccontando storie che ripropongano in chiave cinematografica i problemi della modernità. Così come la kermesse ha scelto di premiare lo “scandalo” suscitato dalla Bella di giorno di Luis Buñuel, allo stesso modo nel 2004 un’altra donna protagonista ha scosso la Mostra del Cinema di Venezia. L’occhio di VelvetMAG, in questa occasione, si posa su Il segreto di Vera Drake, Leone d’Oro della 61° edizione della Mostra.

Come Bella di giorno, la doppia vita di Vera Drake

Scritto e diretto da Mike Leigh, Il segreto di Vera Drake porta sul grande schermo veneziano il tema controverso dell’aborto. Il regista e sceneggiatore britannico ha scelto di riadattare la vicenda in chiave metastorica, riportandoci indietro di qualche anno, precisamente nel 1950. In una Londra uscita da pochi anni dal Secondo dopoguerra, ancora intenta a ricostruire dalle proprie macerie, Vera – interpretata da Imelda Stauton, futura Regina Elisabetta nella serie Netflix The Crown – è una donna devota e madre di famiglia. Perfetta esponente della società britannica dell’epoca, la donna nasconde però un segreto. Vera, infatti, pratica aborti clandestini. La sua attività, che conduce senza compenso, ma con il solo fine di aiutare giovani ragazze, viene tuttavia scoperta. Il tutto per un tentativo non andato a buon fine, a causa del quale una giovane rischia di perdere la vita. La madre della ragazza farà il nome di Vera, che dunque confesserà quanto accaduto.

Il segreto di Vera Drake, quando il racconto prevale sull’ideologia

Quello di Vera Drake è un dramma senza tempo, pur essendo storicamente contestualizzato, e che riesce soprattutto ad affrontare con estrema sensibilità. Parte del merito risiede, soprattutto, nell’incredibile performance di Imelda Staunton, (che ha prestato il volto anche a Dolores Umbridge nella saga Harry Potter) ha ottenuto proprio per Vera la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Femminile, ricevendo anche una nomination ai Premi Oscar.

Il segreto di Vera Drake pone in posizione privilegiata la narrazione; Leigh non vuole esprimere un proprio giudizio morale. Non è lui a decidere, benché mai sul corpo femminile. Il regista lascia dunque che sia il pubblico a costruirsi la sua idea in merito alla questione. Sono la verità e  la forza drammatica dei personaggi a muovere le contraddizioni dei personaggi del film, come della società che si mostra nel suo nuovo paradigma sul tema sempre controverso dell’aborto.

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Lorenzo Cosimi

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva e alla gestione dei social del nostro magazine.
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