Afghanistan, I Talebani vietano alle donne di praticare sport

Né il cricket, né ogni altro tipo di sport, per evitare “situazioni in il viso o il corpo non siano coperti”

“L’Emirato islamico non consentirà alle donne di giocare a cricket o qualunque altro tipo di sport”. Si temeva e si attendeva il ritorno al passato in cui alle donne non era concesso praticamente nulla. Ora arriva una sorta di annuncio ufficiale dell’intenzione dei talebani di vietare alle donne afghane di praticare qualunque sport. Lo ha dichiarato in un’intervista ufficiale all’emittente australiana Sbs news il vicecapo della Commissione cultura, Ahmadullah Wasiq. Il problema sarebbe l’esposizione del viso e del corpo, che con l’esposizione mediatica diviene virale.

Afghanistan, I Talebani vietano alle donne di praticare sport

Il cricket maschile a rischio

Questa mossa dei talebani mette a rischio l’atteso match di cricket previsto in Australia proprio tra gli Aussie e la nazionale afghana il prossimo novembre. E’ un partita maschile, ma il regolamento dell’International Cricket Council richiede che tutti i membri abbiano una squadra nazionale sia maschile, che femminile, proprio per favorire la diffusione dello sport tra le donne:  a tutti i suoi 12 membri di avere anche una squadra nazionale femminile. La Federazione internazionale del cricket ha reso noto di seguire la situazione ricordando in una notale sfide culturali e religiose in Afghanistan” e i “progressi costanti in questo settore dall’ammissione dell’Afghanistan come membro a pieno titolo nel 2017“.

Il divieto dei talebani non riguarda solo lo sport, ma l’esposizione mediatica stessa della donna

Non credo che alle donne sarà consentito di giocare a cricket perché non è necessario che le donne giochino a cricket” – ha argomentato l’esponente talebano, spiegando come il problema sia delle porzioni del viso e del corpo scoperte confligga con quello che prescriverebbe la religione: “L’Islam non permette che le donne siano viste così“.
Le ragioni del divieto vengono spiegate con la diffusività del sistema mediatico: “questa è l’era dei media, e ci saranno foto e video, e la gente li guarderà. L’Islam e l’Emirato islamico non consente alle donne di giocare a cricket o qualunque altro tipo di sport che le esponga“.

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Direttore Responsabile
Pugliese di nascita, muove le sue prime esperienze giornalistiche tra Palio, Sport e Cronaca bianca a Siena durante il periodo universitario divenendo pubblicista subito dopo la laurea con lode in Scienze della Comunicazione. Con il trasferimento a Roma inizia il praticantato che la porterà a diventare professionista nel 2008. Si è occupata di gambling, dipendenze, politica estera (ha una seconda laurea sempre con lode in Scienze internazionali e diplomatiche), ippica, economia. Ha collaborato con giornali, TV (Telenorba), l'agenzia di stampa nazionale Il Velino-AGVNews e con diverse realtà specializzate. Diverse le esperienze in agenzie come account ed advisor del settore bancario, di associazioni di categoria, di comunicazione pubblica, turismo, trasporti, cybersecurity, compliance & risk management, telecomunicazioni, 5G e di gaming.
In parallelo si è occupata di Comunicazione strategica e Marketing come manager in azienda - trasferendosi a Rimini - assumendo spesso anche la responsabilità delle Relazioni esterne. Ha approfondito, con due diversi master, anche i temi della Corporate Social Responsibilty e della Sostenibilità.