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Decreto su Green Pass e obbligo vaccinale: tutte le nuove regole

Nessuno potrà entrare a scuola e all'Università senza la certificazione verde, eccetto gli studenti. Per il personale che lavora nelle Rsa per anziani è obbligatorio aver fatto il vaccino. In caso di violazione delle norme scatteranno multe fino a mille euro

Via libera del Consiglio di ministri, oggi 9 settembre, al nuovo decreto che estende l’obbligo di Green Pass ad alcune categorie di lavoratori: scuola e università su tutte. Il Governo ha stabilito, inoltre, l’obbligo del vaccino per gli operatori delle Residenze sanitarie assistite (Rsa) che ospitano gli anziani non più autosufficienti. Al termine di una riunione durata poco più di un’ora a Palazzo Chigi, l’esecutivo ha dato dunque il via libera al nuovo decreto legge. Obiettivo: “fronteggiare l’emergenza da Covid-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale“.

Scuole e atenei, stop senza Green Pass

Ma c’è una novità rilevante rispetto alle anticipazioni della vigilia. Per il personale, anche esterno, delle Rsa il decreto dispone “l’obbligo del vaccino, e non del Green Pass“, come invece è previsto per i lavoratori in ambito scolastico. Lo ha spiegato, al termine del Cdm, il ministro per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti. “Quello di oggi – ha detto – è uno dei passaggi graduali e progressivi che consentiranno alle Scuole e alle Università di riaprire in sicurezza“. L’obbligo di esibire il Pass vale per chiunque entri in una scuola ma non riguarda gli studenti e chi è esentato dal vaccino. L’estensione vale anche per le Università. Il personale che lavora in ambito scolastico, universitario e delle Rsa che verrà trovato senza Green Pass sarà punito con una sanzione che va da 400 a 1000 euro.

Lega, braccio di ferro sui tamponi

Continua, intanto, alla Camera dei Deputati la trattativa sul decreto Green Pass dello scorso 23 luglio – il primo, entrato in vigore il 6 agosto – da tradurre in legge. La Lega ha fatto sapere che voterà a favore. In cambio il partito di Salvini ha ottenuto dal Governo il voto favorevole ai suoi ordini del giorno. Ma anche la garanzia che temi cari ai leghisti facciano parte di futuri provvedimenti dell’esecutivo. Si tratta essenzialmente della validità dei tamponi salivari per il Green Pass; della loro gratuità; dell’esclusione di alcune fattispecie di validità del certificato verde. E, infine, del rinvio delle cartelle esattoriali del fisco. “Anche a questo è servito il pressing realizzato con il voto a favore di alcuni emendamenti di Fratelli d’Italia“, dicono fonti parlamentari leghiste.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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