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A Venezia78 ‘DEANDRÉ#DEANDRÉ. Storia di un impiegato’, Cristiano: “Mi auguro che smuova qualche coscienza”

Un documentario sul cantautore, tanto amato anche dopo la sua morte. Al Festival si canta il Faber 'atemporale'

L’omaggio musicale a Fabrizio De André; un cantautore con una grande poetica che ha arricchito quella che è oggi è la sua eredità “politica e sociale” fruibile a tutti; arriva al Festival di Venezia in veste di evento speciale nella sezione Fuori Concorso. Il film diretto da Roberta Lena è un percorso visivo e musicale attraverso la rappresentazione di video inediti e memorie dei familiari; con concerti dal vivo e lotte politiche che Faber ha fatto durante la sua esistenza.

Alla base di DEANDRÉ#DEANDRÉ – Storia di un impiegato, ci sono dunque documenti ‘singolari’, tanta musica e la partecipazione di Cristiano e Filippo De André e Dori Ghezzi, qui a Venezia78 in veste di produttrice. Il titolo del prodotto cinematografico con il quale viene presentato oggi il documentario è un chiaro riferimento all’album Storia di un impiegato; capolavoro quanto mai attuale di De André scritto nel 1973 con Nicola Piovani e Giuseppe Bentivoglio: “L’arte in generale è atemporale – spiega Cristiano De André durante la Conferenza – quindi capace di emozionare al di là dei tempi, dei momenti storici. Mio padre è stata una persona così attenta a trovare delle parole; dei concetti giusti per esprimere emozioni che ha dato una visione molto alta del mondo. A mio avviso emozionerà anche tra cento anni.

De André Faber Venezia78
Photo Credits: Press Material La Biennale

Cristiano De André a Venezia78: perché celebrare Il De André

Ricordare Faber ponendo l’interesse su un concept potente come l’album omonimo lo rappresenta, rientra anche fra i progetti del figlio Cristiano; il quale ha proposto al pubblico un tour durato due anni. Ed oggi, l’arte del cantautore torna ed echeggiare nei pressi del Lido di Venezia con un documentario/opera nel quale vengono svelati i sentimenti che hanno ispirato la creazione e le memorie mai confessate. Cristiano, tra le sue riflessioni esposte nella Sala del Palazzo Casinò, ci suggerisce di aggrapparci a chi ha visto più in alto di noi; e seguire quell’insegnamento. Esattamente come ha fatto il cantautore con le opere del padre, perché crede che un sogno collettivo e pulito possa ancora influenzare il futuro: Mi auguro che Storia di un impiegato smuova qualche coscienza specialmente tra i più giovani, affinché il dolore degli altri non rimanga solo e sempre un dolore a metà.

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Teresa Comberiati

Spettacolo, Tv & Cronaca Rosa

Calabrese, a vent’anni si trasferisce a Roma dove attualmente vive. Amante della fotografia quanto della scrittura, negli anni ha lavorato nel campo della comunicazione collaborando con diverse testate locali in qualità di fotografa e articolista durante la 71ª e 75ª Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica. Ha già scritto il suo primo romanzo intitolato Il muscolo dell’anima. Colonna portante del blog di VelvetMAG dedicato alla cronaca rosa e alle celebrities www.velvetgossip.it, di cui redige ogni mese la Rassegna Gossip.

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