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Cinema

Brian De Palma, il trauma che ha reso il suo cinema immortale

Tra tensioni, ossessioni e "voyeurismo", è tra i padri della "New Hollywood"

In ogni forma d’arte crei nel pubblico l’illusione di guardare la realtà attraverso i tuoi occhi. La macchina da presa mente in continuazione, mente ventiquattro volte al secondo.” Forte del potere della cinema e, in particolar modo, delle immagini proiettate, Brian De Palma ha sorpreso fin dal suo esordio sul grande schermo, datato ormai 1968. Considerato uno dei padri della New Hollywood, al pari di Martin Scorsese, Steven Spielberg, Woody Allen, Francis Ford Coppola e George Lucas, si è contraddistinto per il suo stile unico. Frutto di una commistione tra genere poliziesco e horror, De Palma ha fondato la sua filmografia sulla spettacolarizzazione del macabro, in particolar modo della morte. Tra inquadrature frenetiche, costruite attraverso un ritmo incalzante, e ossessioni visive, il suo cinema “di immagini” nasce da un’ombra oscura nel suo passato, che ha lasciato una traccia indelebile nel suo stile.

Brian De Palma, il più “controverso” tra i classici e il debito con Hitchcock

Nato a Newark, nel New Jersey, l’11 settembre del 1940, Brian De Palma dimostra da subito una propensione ai dispositivi tecnologici. Costruisce computer, videocamere, appassionandosi alla fisica. Al contempo, il regista rivela un discreto interesse per il real crime, leggendo libri e riviste sugli omicidi più famosi della storia. In particolar modo, analizza il caso dell’assassinio del Presidente Kennedy: una passione che riproporrà, declinata in diverse forme, nelle proprie pellicole. Per questo motivo il suo percorso di studi, improntato per lo più su materi scientifiche, assiste a un cambiamento. Spinto dal fratello maggiore, infatti, Brian De Palma inizia a coltivare maggiormente quell’interesse per il mondo dello spettacolo. A dare l’imput decisivo è stata la visione di Vertigo – La donna che visse due volte, diretto da Alfred Hitchcock. Il “padre” di Norman Bates ha difatti avuto un’impronta importante sullo stile di De Palma, che ne ha riproposto le tecniche innovative nei suoi lavori.

Quell’evento da cui è scaturito tutto

Caratterizzato da ossessioni visive, che trovano il loro apice nelle scene di omicidio – su cui il regista pone l’accento – lo stile di De Palma è senza dubbio inquieto. Dopo essersi affermato con Carrie – Lo sguardo di Satana (1976), con dei giovanissimi John Travolta, Sissy Spacek e Nancy Allen (che sarà sua moglie), diviene tra i nomi di spicco dei generi horror e thriller. Dirige l’allora moglie in Vestito per uccidere (1980), Blow Out (1981) e, nel 1983, si cimenta in uno dei suoi lavori più noti: Scarface. Il lato oscuro della metropoli, connesso a quel profondo presagio di un pericolo imminente – reso attraverso la tematica del voyeurismo – è il leitmotiv delle sue opere.

La sua ossessione per il lato nascosto è, tuttavia, la conseguenza di uno specifico avvenimento che ha caratterizzato la sua giovinezza. In particolar modo, il voyeurismo, che connota gran parte dei suoi personaggi, è un tema che Brian De Palma conosce inevitabilmente durante la sua infanzia. Stando a quanto raccontato, il celebre regista del primo film della saga di Mission Impossible ha assistito alla separazione dei suoi genitori in tenera età. La fine del matrimonio sarebbe avvenuta a seguito di un tradimento del padre. A seguito di ciò, dunque, il regista ha pedinato il padre per diversi giorni, cercando di coglierlo sul fatto. Quella stessa “morbosità” è stata il motore ultime, che ha trovato libero sfogo nelle sue pellicole. E che, di fatto, hanno reso il suo cinema unico.

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Lorenzo Cosimi

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.

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