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11 Settembre, via il segreto dai documenti FBI: “L’Arabia Saudita non è coinvolta”

Joe Biden ordina la declassificazione di carte top secret, sebbene riportate con tagli e censure. Difficile tagliare i ponti con Riad in Medio Oriente

Dalle poche cartelle desecretate di un rapporto del Federal Bureau of Investigation (FBI) di pochi anni fa non emergerebbero prove di un coinvolgimento dell’Arabia Saudita negli attentati dell’11 settembre. Tuttavia, due decenni dopo gli attacchi all’America, restano da chiarire quelli per che molti sono ancora punti oscuri della vicenda che ha cambiato la storia dell’Occidente.

11 Settembre, i familiari e il Presidente

A lungo, e ancora poche settimane fa, in agosto, i familiari delle vittime hanno chiesto al Presidente Joe Biden di fare chiarezza o, in alternativa, di non presentarsi alle commemorazione svoltesi ieri. Cosa che invece il Presidente ha fatto, assieme alla first lady. L’Amministrazione ha infatti risposto togliendo il segreto a qualche carta dell’FBI. E Biden ritiene così di aver mantenuto una importante promessa elettorale.

Riad: “Accuse false sull’11 Settembre

Dal canto suo il Governo di Riad ha sempre negato su tutta la linea. L’ambasciata saudita a Washington ha dichiarato di sostenere in pieno la completa declassificazione di tutti i documenti. Un modo di “porre fine alle accuse infondate contro il regno una volta per tutte“. Ciò perché, sostengono, qualsiasi accusa su complicità dell’Arabia Saudita negli attacchi è “categoricamente falsa“.

Documento tagliato

La scorsa settimana, riporta l’Agi, lo stesso Joe Biden aveva ordinato di condurre una revisione della desecretazione dei documenti investigativi. L’obiettivo era di rilasciare pubblicamente tutto ciò che fosse possibile, nell’arco dei prossimi 6 mesi. Del rapporto FBI di cui si parla sono appena 16 le pagine declassificate. Il tutto poche ore dopo la partecipazione del Presidente alle commemorazioni dell’11 settembre. Il documento contiene molti passaggi censurati e tagliati. Riporta inoltre un’intervista del 2015. Un testo in base al quale alcuni investigatori hanno sostenuto che cittadini sauditi hanno fornito “un significativo supporto logistico” a diversi dirottatori. Sui 19 terroristi in azione sui 4 aerei degli attacchi dell’11 settembre, 15 erano sauditi.

Usa-Arabia, rapporti difficili

Le polemiche non sembrano tuttavia destinate a placarsi. I documenti rilasciati divengono pubblici in una fase storica molto delicata per i rapporti fra gli Usa e l’Arabia Saudita. Alla fine dello scorso febbraio l’Amministrazione americana aveva diffuso un rapporto della Cia (Central intelligence agency) sull’omicidio del giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi. Per gli agenti segreti statunitensi il mandante fu il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (a destra nella foto). Secondo il New York Times Biden non ha nessuna intenzione di tagliare i ponti con Riad ma vorrebbe trovarsi di fronte a nuovi interlocutori. E magari favorire una linea di successione diversa a re Salman.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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