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Papa Francesco a Budapest: l’importanza del dialogo interreligioso

Il Pontefice ha preso parte, in Ungheria, al 52esimo Congresso Eucaristico Internazionale promuovendo l'incontro tra tutti i Cristiani

Alle 7.42 di domenica 12 settembre Papa Francesco è atterrato a Budapest per la prima tappa del suo viaggio; dopo circa 7 ore, il Pontefice partirà, infatti, per la Slovacchia. Saranno così 54 i paesi visitati dal Santo Padre dall’inizio del suo Pontificato. Questo pellegrinaggio manifesta l’intenzione di partecipare al 52esimo Congresso Eucaristico Internazionale e sulle orme di Giovanni Paolo II, l’attuale Papa porta avanti i temi della missione evangelizzatrice e del dialogo interreligioso.

Questo viaggio è stato fortemente voluto dal Santo Padre, che lo aveva già annunciato nel volo di ritorno dall’Iraq; Papa Francesco è il terzo Pontefice, in epoca moderna, a prendere parte ad un Congresso Eucaristico, dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II. Una sosta breve, ma ricca di appuntamenti importanti; presso il Museo delle Belle Arti, il Papa ha incontrato in forma privata il presidente ungherese János Áder e il premier Viktor Orbán, in un colloquio durato circa 15 minuti. Inoltre, da Piazza degli Eroi il Santo Padre ha celebrato la messa Statio Orbis, per segnare la conclusione del 52esimo Congresso Eucaristico Internazionale. “Una sosta di impegno e di preghiera” in cui le Chiese particolari si uniscono in comunione con il Papa intorno al mistero eucaristico; un incontro che si può definire, dunque, dal valore universale.

L’Angelus di Papa Francesco

La tappa ungherese di Papa Francesco si conclude con la recita dell’Angelus al termine della messa Statio Orbis. Prima della Preghiera Universale, il Pontefice desidera ringraziare tutto il popolo ungherese e tutti i “fratelli cattolici e di altre confessioni, tutti in cammino verso la piena unità“, rimarcando ancora una volta il sentimento rispetto e fratellanza, sottolineato anche dalla presenza (come spiega il Papa con gratitudine) di “Sua Santità il Patriarca Bartolomeo” della Chiesa Ortodossa.

“Grazie a te popolo di Ungheria. Per mille anni la Croce fu colonna della tua salvezza, anche ora il segno di Cristo sia per te, la promessa di un futuro migliore“. Papa Francesco augura ai fratelli ungheresi di servirsi del sentimento religioso come “ponte tra passato e futuro” per superare ogni persecuzione e vivere nella libertà della propria religione; “fondati e aperti, radicati e rispettosi”.

Il messaggio del Papa per G20 Interfaith Forum

Sulla base del rispetto reciproco e della pace anche il messaggio del Pontefice in occasione dell’apertura, a Bologna, del G20 Interfaith Forum. Attraverso parole che esortano ad educare alla pace, contro chi “fabbrica violenza“, il Santo Padre rivolge un invito a contrastare l’analfabetismo e i fondamentalismi. “Non è tempo di divisioni ma di unità, di ricerca comune di soluzioni ai problemi di tutti. È tempo di memoria comune dei fratelli uccisi nei luoghi di culto, è tempo di pace da costruire insieme“.

Papa Francesco ribadisce ancora una volta il concetto del dialogo interreligioso, inquadrando l’orizzonte di condivisione di idee che l’evento intende promuovere; il titolo del G20 Interfaith Forum è, infatti, Time to Heal – Peace among cultures, understanding between religions (pace tra culture e comprensione fra religioni). La libertà religiosa, dunque, contro ogni forma di fondamentalismo “per coltivare fermenti di unità e di riconciliazione laddove guerra e odi hanno seminato morte e menzogne”.

Il “cambiamento climatico” nella religione

Papa Francesco nel suo messaggio al G20 Interfaith Forum, spiega come negli ultimi anni la religione abbia assistito a quello che il Pontefice definisce un vero “cambiamento climatico“; ovvero, afferma il Santo Padre: “Negli ultimi 40 anni si sono registrati quasi 3 mila attentati e circa 5 mila uccisioni in vari luoghi di culto, in quegli spazi, cioè, che dovrebbero essere tutelati come oasi di sacralità e di fraternità. Ancora, si diffonde in modo spesso incontrollato la predicazione incendiaria di chi, in nome di un falso dio, incita all’odio“. Ed per combattere questo turbamento costante alla pace che occorre contrastare “l’analfabetismo religioso“; ma è fondamentale anche educare, perché dove c’è ignoranza, la violenza fondamentalista può attecchire con più facilità. Promuovere uno sviluppo equo, solidale e integrale che “accresca le opportunità di scolarizzazione e di istruzione“. Forte l’invocazione conclusiva che esorta allo ius pacis: “Non neutrali, ma schierati per la pace!“.

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Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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