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Donne alla conquista del potere: Hidalgo, Le Pen e Baerbock non temono confronti (maschili)

Danno la scalata al tetto d'Europa aspiranti presidentesse della Repubblica anti macroniane e cancelliere anti merkeliane. Potrebbero regnare presto accanto alla presidente della Commissione Ue e alla Governatrice della Bce.

Un poker di donne ai massimi vertici del potere. A cominciare dal prossimo autunno, e fra meno di un anno, l’Unione europea potrebbe ritrovarsi in uno scenario politico e istituzionale senza precedenti. Con la Francia e la Germania governate rispettivamente da Anne Hidalgo (seconda da sinistra nella foto), o Marine Le Pen (prima da sinistra), e da Annalena Baerbock (terza da sinistra). Presidentesse e cancelliere chiamate a cooperare in Europa accanto alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen (tedesca), e alla Governatrice della Banca centrale europea, Christine Lagarde (francese).

Hidalgo: “Macron sei un disastro

Uno scenario con più donne al potere non è irrealistico. Basti pensare che domenica 12 settembre la sindaca socialista di Parigi, Anne Hidalgo, e la leader del Rassemblement national (di destra), Marine Le Pen, hanno ufficializzato le rispettive candidature alle presidenziali francesi dell’anno prossimo. “Il quinquennio che si chiude – ha detto Hidalgo riferendosi alla presidenza di Emmanuel Macrondoveva unire i francesi e li ha invece divisi come non mai. Doveva risolvere i problemi sociali, li ha aggravati. Doveva proteggere il nostro pianeta, ha girato la schiena all’ecologia. Dobbiamo reinventare il modello francese“.

Lagarde Christine Bce
La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde

Le Pen: “Ora una scelta di civiltà

Dal canto suo Marine Le Pen non è stata da meno nell’andar giù duro contro l’attuale capo dello Stato. Ma ha messo le cose su un piano molto più radicale. E ha parlato delle prossime presidenziali francesi in termini “non solo di una scelta di società, come nel caso delle precedenti, ma una scelta di civiltà.” Macron è una vecchia conoscenza di donne della politica come Le Pen. Nel 2017 la candidata del Fronte Nazionale l’aveva sfidato e messo in forte difficoltà, spaventando tutta Europa, e arrivando al ballottaggio. Al secondo turno era rimasta sconfitta ma aveva portato a casa il 33,94% delle preferenze: il massimo storico di voti per Il Fronte (oggi Rassemblement National), con 10,6 milioni di voti. Ora ci riprova.

Baerbock: “Bisogna osare, adesso

La carica delle donne candidate appare appassionata (e politicamente aggressiva) non solo in Francia. Nella Germania che si appresta a dare l’addio istituzionale alla cancelliera uscente, Angela Merkel (prima da destra nella foto), Annalena Baerbock ha già da tempo tirato fuori gli artigli. Il partito di cui è leader, i Verdi, può vincere le elezioni del 26 settembre ed entrare nel nuovo esecutivo, e lei diventare cancelliera. I sondaggi danno tuttavia vincente il candidato socialdemocratico Olaf Scholz, ma a Berlino la formazione della nuova maggioranza di governo appare un rompicapo. E i Verdi potrebbero, alla fine, farne parte a pieno titolo. “Vogliamo continuare come prima?  – è la strigliata di Baerbock durante un recente comizio ad Halle – Ad arrangiarsi, a girarsi dall’altra parte quando le sfide diventano davvero importanti? Osiamo adesso una vera ripartenza, è ora di un nuovo corso“.

Donne ai vertici? Buonanotte Italia…

In questo panorama l’Italia non brilla. Da noi l’ascesa delle donne a ruoli apicali in politica è ancora molto frenata dagli uomini. In parte anche dalle donne stesse, non di rado allineate e coperte nella consolidata guerriglia per bande (diciamo ‘correnti’) che avvelena i pozzi dei partiti. Chi non ricorda lo psicodramma maschile (e anche un po’ femminile) nel Pd dopo che il neo segretario Enrico Letta impose la scelta di donne a capogruppo di Camera e Senato? “Non possiamo essere quelli con uomini al comando e donne vice, quando va bene – disse Letta – Servono leadership mischiate, specie adesso che in Europa ci sono Angela Merkel, Ursula Von der Leyen e Christine Lagarde.” Fra poco potrebbero esserci anche Anne Hidalgo o Marine Le Pen e Annalena Baerbock.

Von Der Leyen Ursula
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen

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Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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