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SpaceX in orbita con 4 civili, Elon Musk sfida Bezos e Branson (e pensa a Marte)

La competizione per i viaggi turistici spaziali entra nel vivo. D'ora in poi il 'territorio' oltre l'atmosfera terrestre non sarà più predomino degli astronauti e i civili potranno cominciare a frequentarlo. Luna e Marte i prossimi obiettivi del secondo uomo più ricco del mondo, d'intesa con la Nasa

Sono in orbita attorno alla Terra i ‘magnifici 4′ voluti da Elon Musk. Naviga infatti nello Spazio, da stanotte, l’equipaggio composto da civili non astronauti che, per la prima volta, l’azienda aerospaziale SpaceX del magnate americano ha inviato oltre l’atmosfera.

Il decollo da Cape Canaveral

Il razzo Falcon 9 della SpaceX è decollato dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, poco dopo le 2 del mattino di oggi 16 settembre, ora italiana. Dopo 12 minuti la navicella Crew Dragon si è distaccata e ha preso quota. La missione – Inspiration4 – durerà tre giorni e si svolgerà a un’altezza di 575 chilometri dal nostro pianeta, oltre la Stazione spaziale internazionale.

L’equipaggio di turisti spaziali

A bordo del Crew Dragon, ribattezzata Resilience, al suo secondo volo nello spazio, si trova l’imprenditore miliardario Jared Isaacman, 38 anni, comandante e finanziatore della spedizione. Assieme a lui la dottoressa Hayley Arceneaux, 29 anni, sopravvissuta a un tumore e portatrice di protesi; la divulgatrice Sian Proctor, 51 anni, scelta fra gli utenti di un servizio di e-commerce. Infine, a bordo c’è l’ingegnere aerospaziale Chris Sembroski, 42 anni, selezionato fra i donatori di una raccolta fondi per beneficienza.

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Il lancio del Falcon 9 da Cape Canaveral. Foto Twitter @inspiration4x

Bezos, Branson e Musk: il business è nello Spazio

Grazie alla missione Inspiration4, Elon Musk punta a viaggi spaziali della durata di almeno tre giorni a oltre 500 km di distanza dalla Terra. Si tratta di un’altra tappa del cosiddetto turismo spaziale dopo i lanci di navicelle attorno alla Terra effettuati dalle società aerospaziali di Richard Branson, l’11 luglio, e di Jeff Bezos, il 20 luglio scorso. Della crew di Bezos, l’uomo più ricco del mondo, avevano fanno parte la più anziana e il più giovane, turista spaziale: una donna di 82 anni, Wally Funk, e un ragazzo di 18 anni, Oliver Daemen. Anche in quel caso non astronauti professionisti ma civili. Assieme a loro lo stesso Bezos e suo fratello: Mark Bezos. Nove giorni prima si era svolto il volo suborbitale di un altro miliardario: il fondatore della Virgin GalacticRichard Branson.

La prossima frontiera di Musk

Il volo del Crew Dragon Resilience arriva a un anno dagli annunci di Elon Musk sulla prossima frontiera da conquistare per i civili nello Spazio: il pianeta Marte. Nell’agosto 2020, durante una conferenza su ExploreMars.org, il secondo uomo più ricco del mondo aveva dichiarato: “Dobbiamo costruire una città su Marte e puntare a farla diventare autosufficiente. Ci sono buone probabilità di morte. Sarà dura, ma se funzionerà ricoprirà di gloria chiunque vi partecipi”. La città marziana è pensata per il 2050. Fra tre anni, nel 2024, Musk vorrebbe mandare la prima persona su Marte con il suo super razzo Starship. Quest’anno la Nasa ha inviato con successo il rover Perseverance sul suolo del Pianeta Rosso e lì continua a volare con successo in questi giorni il drone-elicottero Ingenuity. L’Agenzia spaziale americana ha già siglato un’intesa con SpaceX di Musk per riportare astronauti sulla Luna.

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L’equipaggio del Dragon. Foto Twitter @inspiration4x

 

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Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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