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Giornata Internazionale dello Sport Universitario: “Mens sana in corpore sano”

Far avvicinare tutti, ed in particolar modo i giovani, all'attività fisica per rendere noto il benessere di una "mente sana in un corpo sano"

Si celebra il 20 settembre la Giornata Internazionale dello Sport Universitario; istituita nel 2016 per volere di UNESCO e FISU, con l’obiettivo di incoraggiare l’educazione fisica anche nei corsi universitari. “Mens sana in corpore sano” dicevano i latini; proprio per questo far avvicinare tutti, specialmente i più giovani, all’attività fisica è fondamentale per il benessere del corpo, ma anche della mente. Lo sport, infatti, apporta benefici non solo alla salute fisica, ma anche alle capacità di apprendimento e all’attività cognitiva.

Diversi studi negli anni hanno dimostrato quanto sia fondamentale lo sport per la salute di corpo e mente. L’attività fisica migliora lo studio perché agisce sulla mente, eliminando ansia e stress; inoltre, le persone che fanno sport hanno la zona della memorizzazione, ovvero l’ippocampo, più estesa. Ed è proprio alla luce di quanto detto che la FISU (Federazione Internazionale Sport Universitari) ha deciso di dedicare il 20 settembre ad attività sportive che coinvolgano tutti.

Origini della Giornata Internazionale dello Sport Universitario

Università e sport sono in grado di avere un compito molto importante nella vita di ognuno; se lo studio accresce la mente, l’attività fisica regala uno stile di vita sano. La FISU nasce, infatti, nel 1949 con lo scopo di promuovere lo sport all’interno degli atenei e non relegarlo esclusivamente alle scuole primarie e secondarie; proprio per questo la Federazione Internazionale degli Sport Universitari organizza, da anni, iniziative come la Giornata Internazionale. In realtà si potrebbe dire che le origini degli sport universitari siano ancora più antiche; nel 1923, infatti, Jean Petitjean organizzò, per la prima volta, a Parigi i Giochi mondiali degli Studenti. I Giochi, tuttavia, furono interrotti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma alla conclusione del conflitto la Francia decise di riproporre l’evento.

Negli anni della Guerra Fredda, però, fu necessario istituire due serie di eventi paralleli. Da un lato l’Unione Internazionale degli Studenti (ISU), fondata a Praga nel 1947 e legata ai Paesi del Patto di Varsavia e che, dunque, non permetteva alle federazioni occidentali di essere incluse; dall’altro, fu proprio nella parte occidentale che nacque la FISU, patrocinata dal Dr. Paul Schleimer, e di dare il via alle Settimane Internazionali degli Sport Universitari.

Le Universiadi

Finalmente nel 1957 il Campionato organizzato dalla federazione francese ricongiunse nuovamente occidente e oriente con il primo evento che oggi è conosciuto nel mondo come Universiadi; la manifestazione assunse definitivamente questo nome quando nel 1959 si svolse a Torino. In quella stessa occasione nacque la bandiera con la “U” e cinque stelle; gli inni nazionali si congiunsero invece nel Gaudemus Igitur.

Fu proprio grazie all’istituzione delle Universiadi che molte federazioni decisero di iscriversi all’evento; la FISU da quel momento si è incaricata di svolgere la manifestazione a livello mondiale. Oggi le Universiadi, che si legano a doppio filo alla Giornata Internazionale dello Sport Universitario, sono considerate una competizione secondaria solo alle Olimpiadi. Come ha dichiarato in una recente intervista il presidente della FISU, l’obiettivo degli sport universitari è quello di incoraggiare gli studenti universitari a dare vita, attraverso lo sport, alla cultura e alla personalità del proprio paese. La Giornata Internazionale e la FISU, mirano insieme a rendere le competizioni svolte negli atenei agonistiche.

Mens sana in corpore sano

Una vita sedentaria, abitudini spesso sbagliate ma alle quali si è a volte costretti, ma più semplicemente l’automobile o l’ascensore, contribuiscono a creare dei deficit al corpo; in molti casi l’assenza di un’adeguata attività fisica è causa di disturbi alla salute e contribuisce a creare malattie come l’obesità. Lo sport, anche moderato, contribuisce invece a migliorare, ad esempio, la tolleranza al glucosio e quindi potrebbe essere una potenziale arma anche contro il diabete.

Fare sport accresce l’autostima, il benessere fisico e il benessere psicologico si legano insieme creando una barriera contro stress, ansia e persino depressione. Che sia una corsa all’aperto, una partita di pallavolo, una vasca in piscina, l’attività fisica ha il potenziale di migliorare di gran lunga la qualità della vita. Lo sport, inoltre, insegna ad impegnarsi per raggiungere un obiettivo: “Posso accettare la sconfitta, tutti falliscono in qualcosa. Ma non posso accettare di rinunciare a provarci“, con queste parole Michael Jordan esprime l’essenza dello sport; lui che dello sport ne ha fatto uno stile di vita.

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Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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