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Vaccini Covid, Draghi all’Onu: “l’Italia donerà 45 milioni di dosi entro il 2021”

Il Presidente del Consiglio è intervenuto al Global Covid-19 Summit, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, a New York.

L’Italia intende aumentare il più possibile il suo impegno nella lotta al Covid su scala planetaria. Con l’obiettivo di aiutare i paesi poveri del mondo ad affrontare e superare la pandemia. “Noi siamo pronti a triplicare i nostri sforzi” nella donazione di dosi dei vaccini, ha detto il premier Mario Draghi. “Entro fine anno doneremo 45 milioni di dosi” alle nazioni in via di sviluppo. Le dichiarazioni di Draghi sono arrivate dal Global Covid-19 Summit, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, in corso a New York.

Vaccini, il programma Covax

In occasione del Global Health Summit di Roma, lo scorso maggio, Draghi aveva annunciato la donazione, da parte dell’Italia, di 15 milioni di dosi. “Abbiamo fatto grandi progressi” nella distribuzione dei vaccini attraverso il programma Covax, ha dichiarato il Presidente del Consiglio. Tuttavia “ci sono ancora grandi disuguaglianze” e per questo “bisogna essere pronti a essere più generosi“, ha sottolineato il premier. “La cooperazione globale è essenziale per permettere che finisca quest’emergenza pandemica e per prevenire le emergenze sanitarie” ha aggiunto.

I vaccinati nel mondo

Nel mondo 2,5 miliardi di persone sono vaccinate e un miliardo è parzialmente vaccinato (con una dose, ndr)”, ha ricorda il capo del Governo. “Uno dei punti deboli nella risposta globale alla pandemia è stato l’insufficiente coordinamento tra autorità sanitarie e finanziarie. Come presidenza del G20 noi vogliamo istituire il Global Health e Finance Board” che “potenzierà la cooperazione globale nella governance e nel finanziamento.” L’obiettivo di questa operazione è dare una risposta sul piano della prevenzione alle pandemie, non solo per ciò che riguarda i vaccini.

Draghi: “Il G20 a Roma partirà da qui”

Riguardo ai vaccini il Board “supporterà la collaborazione tra il G20 e l’Oms, al Banca Mondiale ed altre organizzazioni internazionali. Noi accogliamo la proposta americana di un Fondo finanziario intermediario“, ha aggiunto Draghi. “Lasciatemi nuovamente ringraziare il presidente Biden per la sua leadership nel promuovere questo evento – prosegue – Certamente il G20 a Roma partirà dai risultati di oggi“.

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Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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