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Covid-19 e fumo: ecco di quanto la sigaretta aumenta i rischi

Un nuovo studio ha rilevato importanti dati che riguardano il rischio di infezione, ricovero e morte

Che il fumo potesse aggravare i sintomi legati al Covid-19 sembrava probabile. Eppure, le precedenti ricerche lo avevano escluso. Sia tra i fattori in grado di aumentare i rischi legati sia alla probabilità di contrarlo, che al decorso del virus. Adesso è uno studio a dare la risposta certa e definitiva. Secondo i risultati, dunque, si evince che la sigaretta, correlata ad età e patologie pre-esistenti, può influenzare e aggravare il decorso del virus. I dettagli dello studio dell’Università di Oxford.

Covid-19 e fumo: lo studio spiega la correlazione

Uno studio, pubblicato sulla rivista Thorax, su una ricerca coordinata dall’Università di Oxford ha rilevato la correlazione tra Covid-19 e fumo. Nella ricerca si prendono in esame i dati della UK Biobank, un database inglese che contiene le informazioni sanitarie di quasi mezzo milione di persone. La ricerca scientifica evidenzia come, al contrario di quanto era emerso in passato, il fumo aumenti il rischio di morte correlata al Covid se combinato ad altri fattori come età e sesso. Incrociando i dati che riguardano l’ospedalizzazione e la morte è emerso che l’infezione da coronavirus congiunta al fumo aumenta i rischi per la salute.

I dati della ricerca rilevano i rischi per la salute

Su un campione di 13.446 individui sottoposti a un test SARS-CoV-2, il 52,6% era rappresentato da non fumatori. 5684 soggetti (42,3%) erano ex fumatori mentre 136 (1,0%) fumavano 1-9 sigarette al giorno, 240 (1,8%) 10–19 sigarette al giorno e 191 (0,9%) oltre 10 sigarette al giorno. Rispetto ai non fumatori, dunque, gli ex fumatori presentavano un rischio maggiore di infezione. Oltre ad osservare i dati, gli studiosi hanno elaborato anche la “randomizzazione mendeliana” per valutare il peso dei fattori di rischio sulla gravità degli effetti del coronavirus. Ed i risultati hanno confermato quanto emerso con l’osservazione dei dati. Si è rilevato, infatti, che le persone con predisposizione genetica al fumo hanno  il 45% di probabilità in più di contrarre il Covid-19 e il 60% di rischio di ospedalizzazione in più. I fattori genetici legati al fumo, inoltre, fanno aumentare di 2,5 volte la probabilità di infezione e di 5 volte del ricovero in ospedale, che raddoppia a 10 volte in più per quanto riguarda i decessi.

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Roberta Gerboni

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Siciliana, vive a Roma. Appassionata di scrittura e giornalismo fin da giovane, inizia il proprio percorso in redazione a 17 anni, occupandosi di cultura e attualità. Per tre anni redattore del Corriere di Gela, si è dedicata alla redazione di articoli per varie testate online.
Laurea Magistrale con Lode in Lettere Classiche all' Università degli Studi di Siena, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere a Catania.
Appassionata di salute, bellezza e delle vite dei reali di tutto il mondo.

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