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Giornata Mondiale del Sorriso: uno per ogni tipo di personalità

Uno studio ha dimostrato che il sorriso comunica il tipo di personalità

Il sorriso è un gesto spontaneo che ci permette di comunicare in modo diretto e sincero. Veicolo di messaggi e di emozioni di ogni tipo, questo gesto ci fa relazione con gli altri in modi diversi. Oggi, durante la Giornata Mondiale del Sorriso, dunque, non è importante solo ricordarsi di sorridere, a anche di farlo nel “modo giusto”. Secondo un studio, infatti, il modo in cui si sorride comunica moltissimo.

Giornata Mondiale del Sorriso: solo 6 tipi su 19 esprimono gioia

Secondo uno studio svolto dallo psicologo Carney Landis esistono ben 19 tipologie di sorriso. Non tutte, però, esprimono sentimenti di felicità, soddisfazione o piacere. Se 6 tipi, infatti, rappresentano uno stato d’animo allegro o soddisfatto, tutti gli altri hanno il compito di veicolare messaggi diversi. E l’1 di ottobre, nella Giornata Mondiale del Sorriso, si ha l’occasione perfetta per scoprire quali sono i vari tipi di sorrisi ed i loro significati. Lo studioso ha chiamato sorriso di Duchenne, quello che esprime quella pura e spontanea felicità che coinvolge anche gli occhi, gli zigomi e la bocca. Diverso, invece, il sorriso triste, che compare nei momenti di tristezza e che presenta una bocca asimmetrica. Quando è falso, invece, lo si riconosce subito: vengono coinvolti solo i muscoli della bocca mentre gli occhi rimangono spenti.

Ironico, malizioso o imbarazzato: tutti i sorrisi

Quando si vuole nascondere un momento di ilarità compare il sorriso soffocato: in questo caso vengono soppressi i muscoli facciali coinvolti nel movimento. Diverso è, invece, il sorriso ironico, usato per prendersi gioco di se stessi o degli altri. Labbra rigide e muscoli del viso tesi, inoltre, sono gli indizi che ci fanno capire di trovarci di fronte ad un altro tipo di sorrisi, quelli sprezzanti. Secondo quello che rileva lo studio, inoltre, sorridiamo anche quando siamo spaventati. In quel caso le labbra si tirano indietro scoprendo i denti e una parte delle gengive.

Ed, infine, lo studioso Carney Landis ha individuato anche il sorriso malizioso e quello civettuolo. Anche se potrebbero apparire simili, non lo sono. Il primo esprime la gioia provata venendo a conoscenza di un episodio poco fortunato accaduto ad un’altra persona. Il secondo, invece, è quello utilizzato per affascinare la persona a cui è destinato.

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Roberta Gerboni

Beauty & Royal affairs

Siciliana, vive a Roma. Appassionata di scrittura e giornalismo fin da giovane, inizia il proprio percorso in redazione a 17 anni, occupandosi di cultura e attualità. Per tre anni redattore del Corriere di Gela, si è dedicata alla redazione di articoli per varie testate online.
Laurea Magistrale con Lode in Lettere Classiche all' Università degli Studi di Siena, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere a Catania.
Appassionata di salute, bellezza e delle vite dei reali di tutto il mondo.

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