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Le spie russe “avrebbero rubato” i dati di AstraZeneca per creare lo Sputnik

I servizi di sicurezza inglesi puntano il dito contro il governo di Putin per la creazione del vaccino contro il Covid-19

La Russia avrebbe rubato la formula del vaccino AstraZeneca e l’avrebbe usata per creare il proprio. I servizi di sicurezza inglesi affermano di avere la prova che una delle spie di Putin avrebbe rubato dati importanti. Accuse che hanno provocato l’intervento di alcuni ministri inglesi, mentre non si è ancora espresso il Primo Ministro Boris Johnson.

La formula di AstraZeneca “rubata” da una spia russa: le accuse inglesi

Secondo quello che riporta in esclusiva il The Sun, si parla di spionaggio internazionale con prove che dimostrerebbero che le spie russe avrebbero sottratto i dati ad AstraZeneca. L’azienda farmaceutica, infatti, avrebbe subito un furto di dati, tra i quali anche il progetto per il vaccino contro il Covid-19. E dal momento che il vaccino Sputnik russo utilizza una tecnologia simile a quello progettato da Oxford, il team di sicurezza sembrerebbe certo che la formula sia proprio quella. Già l’anno scorso la sicurezza inglese, inoltre, aveva puntato il dito contro il presidente Putin, affermando di essere “più del 95%” sicura che gli hacker russi avessero sottratto dati alle aziende inglesi, statunitensi e canadesi che sviluppavano il vaccino. Secondo le accuse, dunque, l’azienda farmaceutica che produce lo Sputnik avrebbe usato i dati degli studiosi di Oxford.

Le accuse dei ministri inglesi contro lo spionaggio internazionale

Secondo le accuse, dunque, una spia russa avrebbe rubato i dati del vaccino inglese per creare lo Sputnik, che funziona in modo simile. L’allarme lo aveva già inviato il defunto ministro della sicurezza James Brokenshire che all’epoca aveva dichiarato: “Siamo molto attenti a denunciare queste cose, assicurandoci di poter avere un certo grado di sicurezza”. Anche il deputato Bob Seely, esperto di affari russi, ha dichiarato: “Penso che dobbiamo fare sul serio con lo spionaggio russo e cinese. Che si tratti di rubare il progetto di AstraZeneca o di ricattarci per l’energia, dobbiamo essere cauti con questi regimi autoritari e totalitari“.

D’altronde, se le accuse trovassero conferma, non si tratterebbe di una novità assoluta. Anche il ministro dell’Interno Damian Hinds ha dichiarato che “viviamo in un mondo in cui ci sono realtà statali che cercano di impegnarsi nello spionaggio industriale e nello spionaggio economico“. Si tratta di minacce “sofisticate” estese più di quanto non lo siano mai state prima. Tutto tace, invece, a Downing Street, dove il Primo Ministro Boris Johnson ha rifiutato al momento di commentare la notizia.

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Roberta Gerboni

Siciliana, vive a Roma. Appassionata di scrittura e giornalismo fin da giovane, inizia il proprio percorso in redazione a 17 anni, occupandosi di cultura e attualità. Per tre anni redattore del Corriere di Gela, si è dedicata alla redazione di articoli per varie testate online. Laurea Magistrale con Lode in Lettere Classiche all’ Università degli Studi di Siena, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere a Catania. Appassionata di salute, bellezza e delle vite dei reali di tutto il mondo.
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