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Cosa ne sarebbe stato di Hugh Jackman senza Wolverine?

L'attore ha ottenuto incredibile popolarità grazie agli X-Men, ma ha salutato quel mondo nel 2017, girando "Logan - The Wolverine": l'atto più eroico della sua carriera

Non è trascorso poi molto tempo da quando Hugh Jackman ha detto addio al suo Wolverine. L’esperienza in casa Marvel, precisamente nella famiglia degli X-Men, è durata circa nove film (ma in totale sono trascorsi quasi vent’anni). E, si sa, dopo così tanto tempo non è mai facile voltare le spalle ad un mondo che ha fatto di te una star. Tuttavia, Jackman ha avvertito il bisogno di cambiare, sperimentare. Non a caso, dopo l’ultimo film degli X-Men (Logan – The Wolverine) ha dato (letteralmente) libero sfogo alla propria voce come protagonista del musical The Greatest Showman.

Quando Hugh Jackman passò dai supereroi ai musical

E pensare che Hugh Jackman ha accolto il nuovo millennio con un azzardo, quello di interpretare un personaggio complicato come Wolverine e renderlo una leggenda. All’epoca, i film di supereroi non erano così gettonati come oggi, per cui il successo degli X-Men non era dato per scontato. Hugh Jackman ha accettato una sfida con se stesso e ha avviato il più importante sodalizio della sua vita, prestando la propria immagine a Wolverine. Un azzardo, sì, perché fece il provino che le riprese del primo film degli X-Men erano già partite. Il regista gli diede tre settimane di tempo per preparare il suo corpo con un rigido allenamento, ma non furono sufficienti. Bryan Singer ha raccontato che, con le prime riprese, cercò di inquadrarlo dalle spalle a salire.

 

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Il suo addio a Wolverine è arrivato dopo una lunghissima riflessione. Aveva deciso di salutare gli X-Men con Logan ancor prima che venisse scritto il copione, e per fortuna James Mangold ha accolto il suo desiderio, raccontando il lato più umano di questo personaggio travagliato. Il regista, suo amico di vecchia data, gli ha persino concesso più tempo del previsto sul set per dire addio al suo personaggio.

La scena della morte di Wolverine è stata girata due volte, in perfette condizioni, ma il regista ha chiesto di farne una terza. E, quando Hugh Jackman ha provato a dissuaderlo, la sua risposta è stata: “Fermiamo la tabella di marcia. Non preoccupiamoci di nient’altro. Questa è la fine di 19 anni di lavoro. Prendiamoci una mezz’ora di pausa”. Trenta minuti durante i quali l’attore ha rimuginato su quasi vent’anni di carriera in cui ha interpretato un personaggio iconico. Salutare Wolverine è stata forse l’azione più eroica di Hugh Jackman.

Per il film successivo, l’attore è tornato al cinema cantando e ballando con The Greatest Showman, premiato ai Golden Globe per la migliore canzone originale. E, nonostante da quel momento siano arrivati altri film, per Hugh Jackman ci sarà sempre posto per Wolverine nel suo cuore, un personaggio che gli ha insegnato tantissimo. Come ha raccontato l’attore a Rolling Stone: “Logan è un film molto personale: io e lui siamo persone molto, molto diverse, ma mi ha insegnato molto. È stato terapeutico, ho lavorato sulla mia rabbia per anni grazie a lui“.

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Cristina Migliaccio

Nata ad Ischia, ha studiato a Salerno dove ora vive Editoria e pubblicistica. Ha vissuto quattro anni a Roma diventando giornalista pubblicista. Appassionata di libri e di tutte le dinamiche dell’intrattenimento televisivo, soprattutto riguardo le serie TV. Si occupa di Moda, analizzando nel dettaglio i red carpet e le tendenze. Sul blog www.velvetgossip.it di VelvetMAG è curatrice di curiosità ignote ai più.
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