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Effetto Covid: immigrati in calo in Italia

Nel nostro Paese, in declino demografico, gli stranieri non compensano più i saldi negativi fra nascite e morti. I dati del dossier Idos

Immigrati, l’Italia in declino demografico da almeno sei anni registra nel 2020 – per la prima volta da 20 anni – anche il calo più alto della popolazione straniera. In un solo anno, anche e soprattutto a causa della pandemia di Covid, il nostro Paese ha perso quasi 200mila abitanti. I residenti stranieri sono diminuiti di 26.422 unità (-0,5%), attestandosi su 5.013.215. Sembrano quindi superati i tempi in cui la popolazione straniera residente compensava i saldi naturali negativi degli italiani.

Immigrati, il Dossier Idos

I dati emergono dalle anticipazioni del 31° Dossier Statistico Immigrazione a cura di Idos, associazione legata alla Caritas. Il rapporto è stato redatto in collaborazione con la rivista Confronti e con l’Istituto di Studi Politici San Pio V e sarà presentato il 28 ottobre prossimo. Il calo dei residenti stranieri è l’esito di diverse voci del bilancio demografico del 2020. Guardando alla differenza tra nati e morti, l’Italia registra, anche a causa della pandemia di Coronavirus, un incremento della mortalità. Il risultato è un saldo della popolazione totale negativo per 342.042 unità. La componente italiana perde, tra nati e morti, 392.108 persone. Quella straniera, grazie alle nascite, aumenta di 50.066.

Immigrati, più morti per il Covid

Gli stranieri, per la loro più giovane età, hanno patito meno gli effetti letali della pandemia ma, nonostante ciò, la loro mortalità è cresciuta in un anno del +25,5% e registra l’incremento maggiore nel Nord-Ovest (+36%), maggiormente colpito dalla diffusione del virus. Nel caso dei cittadini non comunitari, al blocco delle frontiere si è aggiunto il rallentamento nella gestione delle pratiche amministrative. Solo con il rilascio del permesso di soggiorno, infatti, è possibile l’iscrizione anagrafica, che oltretutto avviene dopo una presenza in Italia di una certa durata. Da tutti questi elementi scaturisce la diminuzione registrata nel 2020. Soltanto nel 2015 e nel 2016 si erano registrati lievi cali, decisamente più bassi e rilevati a posteriori dall’Istat.

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Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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