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Green Pass, tamponi ai lavoratori a costi ridotti

È l'ipotesi a cui lavora il Governo d'intesa coi sindacati. In Cdm anche il tema della sicurezza sul lavoro e la proroga della Cig per altre 13 settimane

Alla vigilia dell’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio in aziende e uffici, il Governo Draghi valuta di ridurre il prezzo dei tamponi per i lavoratori non vaccinati. L’esecutivo cerca una soluzione in extremis per evitare blocchi e proteste in tutto il Paese a partire da domattina 15 ottobre. Il rischio è forte.

Tamponi, summit coi sindacati

Mario Draghi ha incontrato stamani 14 ottobre i sindacati a Palazzo Chigi. “Abbiamo colto l’occasione per segnalare al governo” la necessità di “un abbassamento molto forte del costo del tampone” ha detto il segretario della Cgil, Maurizio Landini. “Si potenzi il credito di imposta su tutte le spese di sanificazione che permetta alle imprese di affrontare questa questione“, ha sottolineato. Nel Consiglio dei ministri di domani 15 ottobre si valuterà, in pratica, la possibilità che siano le aziende a anticipare i costi dei tamponi. Seguirebbe un conseguente potenziamento del credito di imposta per le spese di sanificazione anti-Covid.

Sicurezza sul lavoro

Sul tavolo dell’esecutivo, oltre a quello dei tamponi, anche il tema della sicurezza sul lavoro. Dopo l’aumento dei casi di incidenti, anche mortali “sarà potenziata e affrontata la sospensione delle attività dove non sono rispettate le norme sulla sicurezza sul lavoro” ha detto Landini a seguito della riunione col Governo. “Oggi c’era una soglia del 20% di lavoro nero, viene abbassata al 10%. E sono individuate le casistiche che permettono da subito di poter sospendere le attività“. Inoltre, per gestire meglio la fine del blocco dei licenziamenti nel settore tessile-abbigliamento e nei servizi il governo è intenzionato a concedere altre 13 settimane, fino a fine anno, di cassa integrazione Covid alle imprese. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, rispondendo ieri al question time della Camera. Ci sono ancora settori, ha detto Orlando “tra cui quello delle mense aziendali, che si trovano in stato di particolare sofferenza“.

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Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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