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Covid: alta tensione in Germania, “chi non è vaccinato non sarà curato”. Ma la Turingia smentisce

Nelle ultime 24 ore oltre 37mila nuove infezioni. Berlino corre ai ripari: la terza dose di vaccino subito estesa a tutti

Se l’Italia ha deciso di accelerare sulla terza dose con il progressivo allargamento della platea dei vaccinabili, è in Germania che la situazione epidemiologia spaventa davvero. E ora Berlino passa al contrattacco e, in un certo senso, scavalca anche noi. Oggi 5 novembre, infatti, la conferenza dei ministri della Salute dei Laender tedeschi ha deciso di estendere la terza dose di vaccino anti Covid a tutti i cittadini a sei mesi dalla seconda.

Turingia, misure controverse

Incontrando la stampa dopo il vertice, il ministro della Salute della Germania, Jens Spahn, non ha usato mezzi termini. “La quarta ondata di Covid ha molto accelerato e colpisce con grande irruenza. Davanti a noi abbiamo settimane difficili“. Ma la notizia più dura, e forse anche più discutibile, arriva dalla Turingia, Stato collocato nel cuore della Repubblica federale, con capitale Erfurt, non lontano da Lipsia. Secondo il quotidiano popolare Bild il Presidente della Turingia, Bodo Ramelow, ha minacciato di non curare più i non vaccinati negli ospedali se dovesse salire eccessivamente la pressione sulle strutture sanitarie. Tuttavia sui social lo stesso Ramelow smentisce la Bild: “L’immagine mente! – recita il post del Governatore che vedete sotto – Nessun paziente è minacciato di rigetto e chi ha bisogno di aiuto lo otterrà. Non ho detto altro!

Sassonia, fuori da locali i non vaccinati

La Sassonia sarà invece il primo Land della Germania a limitare, da lunedì prossimo, l’accesso a ristoranti, bar ed eventi culturali. Potranno accedervi soltanto gli immunizzati, vale a dire chi è vaccinato o guarito dal Covid. Avere fatto un tampone che risulta negativo non servirà come lasciapassare. Complessivamente in Germania sono 37.120 i nuovi casi di contagio da Coronavirus registrati nelle 24 ore. Sono 154 i pazienti deceduti con o per il virus. Se ieri si era toccato il record dei positivi dall’inizio della pandemia, oggi si segnala il valore settimanale più alto, con 169,9 pazienti su 100 mila abitanti in sette giorni (la soglia massima era stata toccata il 26 aprile scorso). L’indice di ospedalizzazione, ritenuto prioritario in questa fase, è in lieve ma costante salita, con 3,73 pazienti in terapia intensiva su 100 mila abitanti. Un dato comunque ben lontano dalla soglia massima toccata nel periodo di Natale dell’anno scorso, quando arrivò a 15,5.

Londra, effetto terza dose: i contagi calano

Contrariamente alla Germania torna intanto a calare l’indice Rt del contagio da Coronavirus in Inghilterra, la maggiore nazione del Regno Unito. Il dato diffuso oggi 5 novembre passa da 1,1-1,3 a una forchetta fra 0,9 (di nuovo sotto la soglia d’allerta 1) e 1,1. Su questo abbassamento della curva dei contagi – impennatisi a 40-45mila al giorno nelle ultime settimane – pesa l’accelerazione delle terze dosi del vaccino (booster). Nel Regno sono già a disposizione di tutti gli over 50. Finora le hanno ricevute oltre 9 milioni di persone, senza che sia stato necessario introdurre o ripristino di alcuna restrizione significativa.

Italia, 6.764 nuovi casi

Sono 6.764 i contagi da Coronavirus in Italia oggi, 5 novembre. Una cifra così alta (anche se ben più bassa di altri periodi) non si raggiungeva dai primi di settembre. Si sono registrati altri 51 morti. I nuovi contagi emergono da 543.414 tamponi, il tasso di positività è salito all’1,2%. Sono 37 le persone ricoverate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore, che portano il totale dei pazienti a 395. Il numero dei ricoverati in rianimazione, al netto dei dimessi, aumenta di 12 unità. Aumentano anche i ricoverati con sintomi, che sono 79 in più di ieri e portano il totale dei pazienti nei reparti covid a 3.124.

Spahn Jens Ministro Salute Germania
Il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn. Foto Facebook @jensspahn

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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