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Cinema

Virna Lisi, l’icona che rinunciò a diventare “un’altra” Marilyn Monroe

Rinomata per il suo talento, ammirata per la sua bellezza, avrebbe compiuto oggi 85 anni

Il suo era un “viso di bambola” – come lei stessa lo aveva definito in un’intervista rilasciata a Oriana Fallaci – di quelli che difficilmente si dimenticano. Ma Virna Lisi, nata Pieralisi l’8 novembre 1936 ad Ancona, era molto altro. Dietro lo sguardo magnetico e quella bocca con cui “può dire ciò che vuole” – come chiosava la pubblicità del dentifricio Chlorodont, all’epoca del Carosello – si celava un’eleganza innata, unita al talento sopraffino.

Antidiva per antonomasia, lontana da scandali e controversie, è riuscita ad affermarsi anche a livello internazionale. Oltre alla vittoria di due David di Donatello e sei Nastri d’Argento, Virna Lisi vantava anche un Prix d’interprétation fémine al Festival di Cannes 1994, grazie alla sua Caterina de’ Medici in La Regina Margot. Insomma, una carriera straordinaria costellata da grandi successi, ma anche da celebri rifiuti. Primo fra tutti, quello rifilato ad Hollywood, rinunciando di fatto a farsi carico dell’eredità della bionda più celebre del cinema: Marilyn Monroe. Ma si sa, il talento trova le sue vie per esprimersi: e con Virna Lisi c’è ampiamente riuscito.

Virna Lisi, l’italiana che ha conquistato Hollywood (senza farsi conquistare)

Se c’è una qualità che da sempre ha contraddistinto Virna Lisi, ancor più della sua impagabile bellezza, è senza dubbio la prontezza di spirito, unita a una discreta dose di schiettezza. Grazie alle suddette doti, appena 17enne è approdata nel mondo dello spettacolo debuttando in … e Napoli canta di Armando Grottini. A partire dal 1953 ha intrapreso dunque una carriera di successo fino al 1960, anno in cui ha annunciato il suo ritiro dalle scene, dopo essersi sposata e aver avuto il figlio Corrado. Un addio, tuttavia, che ha aperto alla successiva fase della sua straordinaria carriera, quella hollywoodiana. Dopo aver preso parte a pellicole del calibro de Il tulipano nero, al fianco di Alain Delon, e rifiutato la parte della Bond Girl al fianco di Sean Connery in A 007, dalla Russia con amore, è partita alla volta degli States.

Dall’altra parte del mondo, la sua bellezza non è rimasta inosservata. I produttori, anzi, avevano intravisto in lei la nuova Marilyn. Dal canto suo, Virna Lisi era grande estimatrice della compianta diva platinata: “A me piaceva da morire la Monroe,” – ha rivelato infatti nella celebre intervista rilasciata ad Oriana Fallaci nel 1964, proseguendo – “quand’era sullo schermo arrivava fino all’ultima fila della platea, anche se stavi in fondo te la trovavi accanto e ti toccava una mano.” Ma, da qui a prenderne il posto ce ne passava di strada! E, in effetti, nella medesima intervista l’attrice nostrana ha esclamato che non avrebbe mai potuto farlo: “Sono mesi che glielo dico: Mio Dio, siete pazzi, come si fa a sostituire la Monroe?

L’addio ad Hollywood e il combattuto ritorno in Italia

Ben presto, quella che sembrava a tutti gli effetti una favola vissuta nella terra delle stelle, disvelò la sua vera essenza. I produttori, infatti, le imponevano di non rivelare che fosse sposata, di adottare un determinato stile per trasformarla progressivamente in un nuovo sex symbol al femminile. E così, avevano ormai deciso di catalogarla anche sul grande schermo. “Mi volevano far fare sempre la bella vicina di casa, la bella moglie, la bella principessa. Per questo me ne andai.” – come ha spiegato nel 2011 su Vanity Fair. A detta della compianta Virna Lisi, infatti, una volta inquadrata in quel ruolo specifico, non c’era più alcuna via di “redenzione”. “Gli americani non hanno mai premiato un’attrice straordinaria come Marilyn Monroe e hanno fatto finta di non accorgersi di quanto fosse brava Madonna in Evita.” – ha chiosato sempre su Vanity Fair.

Ma andarsene si rivelò più complesso del previsto. Dopo aver deciso di rifiutare Barbarella, che lanciò la carriera di un’allora sconosciuta Jane Fonda, Virna Lisi scelse di ricomprare il suo contratto, dopo appena tre anni. Quest’ultimo la vincolava, infatti, per altri sette anni. Come ha ricordato la stessa interprete: “Fu difficilissimo: ci vollero tre mesi di trattative e avvocati bravissimi, ma alla fine ce l’ho fatta.” Da sempre indipendente, l’attrice rivendicò la propria libertà anche a scapito della carriera. Ma, come il tempo ci ha insegnato, ha avuto la sua rivalsa divenendo una delle stelle più splendenti nel firmamento dello spettacolo italiano.

Non solo, sino all’ultimo ha incantato il pubblico con le sue performance sia sul grande che sul piccolo schermo, grazie a serie tv di successo come Il bello delle donne, Caterina e le sue figlie e L’onore e il rispetto. Fino a poco prima di andarsene, nel 18 dicembre 2014, ha trascorso dunque la sua vita sul set. Dimostrando, in fin dei conti, che a perderci davvero siano stati gli americani.

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Lorenzo Cosimi

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.

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