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Ennio Morricone, tra le note della sua vita e della sua arte

Compositore, musicista, direttore d'orchestra, il maestro che ha scritto tante pagine nella storia della musica

Dalla delicatezza dell’oboe che fa da cornice alle cascate dell’Iguaçu in Mission, all’essenzialità del fischio che introduce la maestosità di Per Un pugno di Dollari, passando per la dolcezza del piano in Nuovo Cinema Paradiso, ogni nota racchiude l’essenza del maestro Ennio Morricone. Una leggenda della musica, sintesi perfetta tra eccellenza, discrezione e sperimentazione; nei suoi spartiti c’è la gloria, la grandezza, la ricerca di un uomo che ha scritto alcune delle pagine più belle della musica.

Un maestro immortale

Una reazione unanime, concorde, forse incondizionata, ha accomunato gran parte del mondo quando il 6 luglio del 2020 il maestro eseguiva le ultime note della sua vita. Sì, perché non sembra esagerato pensare che Ennio Morricone appartenesse a quelle personalità uniche e speciali destinate a vivere per sempre. Compositore, autore, musicista, talento in grado di riempire stadi e teatri di tutta Europa anche dopo 50 anni di carriera. Sue sono le più grandi colonne sonore di film italiani e internazionali e sua è la firma in alcune delle canzoni pop più famose di sempre come Se telefonando o Sapore di sale.

Un creatore che ha influenzato con la sua arte le pellicole di registi e artisti del ‘900 da Brian De Palma a Dario Argento, da Franco Zeffirelli a Giuseppe Tornatore; Oliver Stone, Pedro Almodovar, fino ad arrivare al primo Oscar come migliore colonna sonora nel film The Hateful Eight di Quentin Tarantino nel 2016. Ma benché la lista di collaborazioni potrebbe essere infinita, è impossibile non menzionare il legame artistico che unì a doppio filo Ennio Morricone a Sergio Leone; un sodalizio iniziato nel 1964 che affonda le sue radici nei banchi di scuola sui quali i due ‘maestri’ sedettero come compagni alle elementari.

Ennio Morricone tra ammirazione e riconoscimenti

Un artista poliedrico, in continua sperimentazione artistica tra suoni, melodie e note vibranti; curioso e innamorato del suo lavoro. Nasce a Roma il 10 novembre del 1928 e a 10 anni si iscrive al conservatorio; ereditando la passione per la musica dal padre trombettista. Nel 1944, dopo aver imparato a suonare la tromba come il padre, si dedica allo studio della composizione; ma sono gli anni della Seconda Guerra Mondiale ed Ennio Morricone si trova costretto ad intrattenere i tedeschi conducendo una vita di sacrifici. Negli anni ’50 il maestro inizia ad arrangiare musiche per il cinema; e in quegli anni sposa l’amore della sua vita, Maria Travia. Ottiene un impiego alla Rai che lascerà dopo solo uno giorno; Ennio Morricone, infatti, aveva capito che il nuovo impiego non gli avrebbe permesso di esercitare la professione di compositore. Il maestro era destinato a ben altra grandezza.

Una grandezza fatta di riconoscimenti e di ammirazione per un maestro in grado di lasciare tutti senza fiato nello stesso istante in cui sollevava la sua bacchetta. Il primo premio fu Il Nastro d’Argento per il film Per un pugno di dollari nel 1965; nel 1995 gli fu consegnato il Leone d’Oro alla carriera. Dopo cinque nomination andate a vuoto nel 2007 riceve il Premio Oscar alla Carriera; riconoscimento che il maestro dedica a tutti gli artisti che non avevano ricevuto premi, seppur meritati (impossibile non pensare a Sergio Leone). Nel 2016 vince il suo sesto Bafta per la colonna sonora di The Hateful Eight; il precedente risale al 1991 per Nuovo Cinema Paradiso, giunto dopo I giorni del cielo (1980), C’era una volta in America (1985), Mission (1987) e Gli intoccabili. E nel 2016, a 87 anni, Ennio Morricone eleva al cielo l’Oscar per la migliore colonna sonora, creata per il film The Hateful Height.

L’intramontabile originalità

Nonostante i molteplici riconoscimenti è, tuttavia, impossibile pensare ad Ennio Morricone esclusivamente come un compositore che prestò il suo ‘servizio’ al cinema; il maestro è sempre stato molto di più della sua professione della sua carriera. Le musiche di Ennio Morricone appaiono come rivestite di un’aurea speciale; impossibile non riconoscerne l’impatto emotivo in quella combinazione tra strumenti, voce e rumori, tra suoni dolci e melodie che ricreano l’ambiente. Se provassimo a chiudere gli occhi, potremmo sentire il suono delle cascate nelle note intonate dal missionario gesuita interpretato da Jeremy Irons o la sabbia rovente su cui poggiano gli stivali di Clint Eastwood nei western della trilogia del dollaro.

Non siamo noi a doverci collocare. Sarà la storia a decidere. Perché arrivi il tempo giusto ci vogliono secoli“, aveva ammesso il maestro quando proprio Quentin Tarantino lo aveva paragonato a Mozart, Beethoven, e Schubert. Ma mi sento di risponderle maestro che, anche se di secoli ancora non ne sono passati, non ci sembra azzardato considerarla oggi uno degli artisti più grandi di tutti i tempi.

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Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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