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Polizia, blitz contro i No Vax e i No Green Pass più radicali: “Istigavano a sparare”

Perquisizioni a tappeto in 16 citta da Trieste a Palermo, dopo settimane di indagini, con i canali Telegram monitorati h 24

Covid, blitz della polizia con perquisizioni nei confronti di cittadini No Green Pass e No Vax in 16 città italiane. Sono 17, complessivamente, i provvedimenti nei confronti dei più radicali affiliati al canale Telegram Basta Dittatura. Gli investigatori ipotizzano, a vario titolo, i reati di istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici e di istigazione a disobbedire le leggi. Le 16 città coinvolte nelle perquisizioni sono: Ancona, Brescia, Cremona, Imperia, Milano, Pesaro Urbino, Pescara, Palermo, Pordenone, Roma, Salerno, Siena, Treviso, Trieste, Torino, Varese.

No Green Pass, Draghi nel mirino

Secondo le accuse, gli indagati istigavano sistematicamente all’utilizzo delle armi e a compiere gravi atti illeciti contro le più alte cariche istituzionali. Fra queste anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi. Il canale social Basta Dittatura è uno degli spazi web di maggiore riferimento nella galassia dei negazionisti del Covid-19. Un precedente provvedimento giudiziario ne aveva stabilito il sequestro, in considerazione della gravità dei contenuti pubblicati.

Le indagini della Polizia

L’operazione di polizia di oggi 15 novembre è avvenuta a seguito di una serie di indagini. Le hanno svolte i magistrati specializzati della Procura della Repubblica di Torino, gruppo terrorismo ed eversione. Le complesse attività che ne sono conseguite, svolte congiuntamente dalla Polizia Postale e dalla Digos di Torino, sono andate avanti per diverse settimane. La polizia ha monitorato costantemente il canale Telegram Basta Dittatura che, secondo le forze dell’ordine, era ormai il polo principale nell’organizzazione di proteste violente su tutto il territorio nazionale.

No Vax contro polizia, medici e giornalisti

Fra gli obiettivi da colpire, per gli affiliati al canale Telegram in questione, c’erano anche le forze dell’ordine, i medici, gli scienziati, i giornalisti. Tutti accusati di “asservimento” e di “collaborazionismo” con la “dittatura“. Frequenti i riferimenti espliciti a “impiccagioni, fucilazioni,gambizzazioni. Nei messaggi si alludeva anche a una nuova “marcia su Roma“. Presa costantemente di mira con pesanti insulti anche tutta quella parte di popolazione che, vaccinandosi e osservando le regole di protezione personale, averbbe accettato di rendersi, a loro dire, “schiava” dello Stato. Tra gli indagati ci sono persone già note alle forze dell’ordine; alcune hanno precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, rapina, estorsione e in materia di stupefacenti. Non mancano però anche gli incensurati. “Ci stanno dando la caccia. Stiamo attenti. La verità fa male a questo governo” è uno dei commenti apparsi su alcune chat Telegram No Vax e No Green Pass dopo la notizia delle perquisizioni.

Entrare a centinaia senza mascherine

Malgrado le operazioni di polizia c’è anche chi propone nuove proteste. Forme di pacifica ‘invasione’ che però, al di là delle intenzioni di chi protesta, potrebbero di fatto agevolare la diffusione del Coronavirus. “Potremmo organizzare gruppi di centinaia di persone – si legge su alcune chat, secondo quanto riporta l’Ansa – ed entrare senza mascherine in un centro commerciale. Ci rivolgiamo alle forze dell’ordine: state difendendo un governo che non è giusto, che sta facendo male. Il popolo si sta ribellando non perché è cattivo. Il nostro è un modo di dire no alle ingiustizie“.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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