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Quando Calvin Klein sconvolse la stampa con i suoi jeans

"Sai cosa c'è tra me e i miei Calvins? Niente": lo stilista puntò alla provocazione e quella campagna pubblicitaria destabilizzò i media

Tutto ha avuto inizio con un paio di jeans. La storia di Calvin Klein ci riporta indietro di decenni, precisamente agli anni ’80, quando tutto ciò di cui ebbe bisogno fu uno slogan ad effetto che scandalizzò la stampa. Qualche anno prima, lo stilista aveva soltanto sei modelli d’abito e tre cappotti, confinati in una camera d’hotel nel cuore di New York. Eppure il sogno della moda divenne realtà nel momento in cui decise di osare. Scelse una giovanissima modella, Brooke Shields, e le fece indossare un paio di jeans. Fin qui, nulla di nuovo. A fare la differenza non fu soltanto la bellezza genuina dell’attrice allora quindicenne, ma soprattutto lo slogan che Calvin Klein affibbiò a quella campagna. “Sai cosa c’è tra me e i miei Calvins? Niente“. E fu immediatamente scandalo. Reti televisive importanti così come riviste di moda si rifiutarono di riportare lo spot televisivo e Calvin Klein si beccò anche una denuncia da parte dell’attivista Gloria Steinem. Eppure, fu in quel momento che la sua fama ebbe inizio.

 

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Calvin Klein non aveva paura di osare e lanciò i suoi jeans “scandalosi”

Prima ancora dei suoi jeans “scandalosi”, Calvin Klein era nato da genitori ungheresi ebrei. Newyorkese doc, ha lavorato per anni nel mondo della moda, dapprima in alcune boutique e, in seguito, come assistente designer per Dan Millstein. Fu soltanto negli anni ’60 che, insieme all’amico d’infanzia Barry Schwartz, decise di aprire una propria attività. La realizzazione della prima collezione di jeans arrivò molto tempo dopo e, nonostante quella campagna criticata in lungo e in largo, Calvin Klein non si è assolutamente pentito. Nella sua biografia, pubblicata nel 2018, lo stilista ha specificato: “Io sono sempre stato un anticonformista. Agisco d’istinto. Ho sempre cercato di creare cose che provocano pensieri e sentimenti erotici. Quando ho lanciato i miei jeans, decisi di rivolgermi alle persone che non avrebbero chiesto scusa per le loro scelte”.

 

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Infatti i jeans non furono la sua unica provocazione. Anche la campagna pubblicitaria con Tom Hintnaus, piazzata a Times Square in un poster gigantesco con indosso soltanto slip bianchi, creò scalpore. Quel taglio a Y rendeva più confortevole l’intimo maschile, ha spiegato Calvin Klein, e rendeva la biancheria molto più appetibile. In 40 anni di carriera, lo stilista ha potuto contare sull’appoggio di tantissime top model, prima tra tutte Kate Moss. Ha segnato il capitolo di una storia sensibile, dando maggiore valore alla bellezza e alla sensualità, sia femminile che maschile.

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Cristina Migliaccio

Moda, Lifestyle & Glamour

Nata ad Ischia, ha studiato a Salerno dove ora vive Editoria e pubblicistica. Ha vissuto quattro anni a Roma diventando giornalista pubblicista.
Appassionata di libri e di tutte le dinamiche dell'intrattenimento televisivo, soprattutto riguardo le serie TV. Si occupa di Moda, analizzando nel dettaglio i red carpet e le tendenze. Sul blog www.velvetgossip.it di VelvetMAG è curatrice di curiosità ignote ai più.

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