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Covid, variante dal Sudafrica: primo caso in Europa. L’Italia blocca i voli

Task force allo Spallanzani per studiarne la pericolosità mentre da Milano a Bologna cresce l'obbligo di mascherine all'aperto

In piena quarta ondata di Covid sale la preoccupazione per una nuova variante del virus Sars-CoV-2, identificata in Sudafrica e classificata come B.1.1.529. E c’è un primo caso in Europa. In Belgio una giovane donna adulta ha sviluppato i sintomi 11 giorni dopo aver viaggiato in Egitto attraverso la Turchia. Non aveva alcun collegamento con il Sudafrica o con qualsiasi altro paese del sud del continente africano. La paziente aveva una carica virale elevata al momento della diagnosi. Non era vaccinata né era stata infettata in passato.

L’Italia blocca gli ingressi da 7 paesi

La tensione è tale che la Commissione europea proporrà di interrompere i voli da tutta l’area dell’Africa meridionale. L’Italia, con un’ordinanza firmata oggi 26 novembre dal ministro della Salute, Roberto Speranza, è già intervenuta. Vietato l’ingresso nel nostro Paese a chi negli ultimi 14 giorni è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini (noto fino al 2018 come Swaziland).

Variante, mutazioni della proteina Spike

Non si conosce ancora quale sia l’impatto della variante sugli esseri umani in termini di contagiosità. Per contro non è chiaro se le terapie e i vaccini odierni siano efficaci per bloccarla o stemperarne gli effetti. Agli scienziati è noto che la nuova variante sudafricana presenta nel genoma numerose mutazioni della proteina Spike: il meccanismo chiave attraverso il quale il Coronavirus infetta le cellule. Significa che, almeno sul piano teorico, la trasmissibilità e la capacità della nuova variante di eludere gli anticorpi potrebbero essere forti.

Lo Spallanzani studia la variante

L’istituto di malattie infettive Spallanzani di Roma ha costituito una task force. L’obiettivo è di “analizzare i dati e predisporre il sequenziamento dei ceppi a fini di sorveglianza virologica“. Gli esperti della task force romana parleranno a breve con i colleghi virologi sudafricani del  National Institute for Communicable Diseases. In modo da “discutere i dati e confrontarsi sulle misure da adottare“. Stando all’Istituto nazionale sudafricano per le malattie infettive, “una parziale elusione della risposta immunitaria è probabile” da parte della nuova variante. “Ma è altrettanto probabile che i vaccini offrano ancora alti livelli di protezione contro il ricovero e la morte“.

Mascherina all’aperto: ecco dove

Dal canto suo anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) la sta monitorando. Ma serviranno settimane per conoscerla accuratamente. Anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sta studiando lo sviluppo della situazione e pubblicherà un documento. L’azienda farmaceutica Pfizer-BioNtech conta invece di avere i primi risultati sulla variante “al più tardi entro due settimane“. Alla luce di tutto questo assume ancora più importanza l’obbligo di mascherina all’aperto nei luoghi affollati in un numero sempre maggiore di città italiane. I Comuni che l’hanno stabilita sono a oggi: Milano, Bergamo, Bologna, Padova e Venezia.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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