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Buon compleanno Mister Mancini

La classe e il talento del 'Mancio' per tornare al Mondiale in Qatar e superare un sorteggio non fortunato

Uno degli allenatori che più lo ha valorizzato, Vujadin Boškov ha detto di Roberto Mancini: “L’unico limite di Mancini è la scarsa capacità di concentrazione. Impossibile per lui restare con la testa nella partita per 90 minuti. Mezz’ora da fenomeno, quindi un sonnellino. Poi, ops, la sveglia e altri 20 minuti da brividi.” Insieme loro più di tutti scrissero la storia e il mito di quella Sampdoria che vinse lo scudetto nella stagione ’90-’91: quella dei “gemelli del goal” lui e il terminale offensivo Gianluca Vialli. Oggi l’amico di sempre lo accompagna in panchina in Nazionale. Come Attilio Lombardo che una volta ha detto: “Vorrei avere l’inventiva di Baggio, i piedi di Mancini, la potenza di Vialli”.

Nato numero 10, giocatore di infinita classe, che quasi preferiva mandare in goal che finalizzare in prima persona, ma quando la natura ti dona piedi sublimi finisci anche in posizione più arretrata per segnare oltre 200 goal. Precorritore, dall’esordio in Serie A a 17 anni nel Bologna, poi la lunga epopea blucerchiata con 15 stagioni e l’unico titolo, per poi passare alla Lazio. Altre magie – quelle di tacco indimenticabili – e altro scudetto nel 2000. E in entrambi i club ha vinto anche la Coppe delle Coppe (Sampdoria 1990, Lazio 1999). 

Compleanno con sorteggio. Mancini: “Poteva andare meglio”

Chissà se il Ct della Nazionale Roberto Mancini riuscirà per un po’ almeno nel giorno del suo 57esimo compleanno – anche se continua ostinatamente a dimostrarne sempre meno – a non pensare al Mondiale in Qatar del 2022. La sua Italia, Campione d’Europa, solo lo scorso 11 luglio, ha perso paradossalmente proprio la caratteristica principe del ‘Mancio’: il senso del goal. E ora dovrà affrontare prima la Nord Macedonia in semifinale, e poi la vincente tra Portogallo (la testa di serie più forte) e Turchia.

Non è che sia un gran sorteggio, poteva andare un po’ meglio. Sia noi che Portogallo dovremo prima vincere una partita. Si tratta di gare secche, le difficoltà ci sono sempre“. L’analisi lucida ai microfoni di Rai Sport, di Mancini dell’esito del sorteggio per i playoff di qualificazione ai Mondiali in Qatar. Il primo appuntamento è la semifinale del 24 marzo. L’eventuale finale 5 giorni dopo il 29 marzo con l’alta probabilità di dover incontrare proprio i lusitani guidati da CR7.

Su questo il Commissario tecnico ha chiosato: “Come noi avremmo voluto evitare loro, allo stesso modo il Portogallo avrebbe evitato volentieri l’Italia“. Alla fine una delle due ultime vincitrici dell’Europeo salterà quindi il prossimo Campionato del Mondo. Bisogna mettercela tutta, ritrovare la via del goal (e se non la trova lui la strada, il modo e la maniera di segnare di nuovo!). Giocare “alla Mancini”, come ha fatto quando entrava in campo in prima persona, come ha dimostrato da mister prima e Ct poi. In fondo lo storico presidente della Sampdoria, Paolo Mantovani, sosteneva che se non giocava lui, non si divertiva. E noi tutti, tifosi, vogliamo continuare a vincere e divertirci “alla Mancini”. Buon compleanno Mancio!

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Ettore Mastai

Redazione interna - Esteri, Economia, Arte, Sport

Giornalista professionista specializzato in politica estera ed economia. Si è laureato con lode nel 2007 con una tesi sulla rivoluzione Khomeinista. Negli anni dell'università ha coltivato la sua passione per la scrittura sportiva e per i temi del gambling. Per l'agenzia di stampa nazionale AGV News-Il Velino ha curato la sezione di Giochi e Scommesse e di Ippica e dintorni. Spesso si è occupato anche di politica nazionale in relazione ai suoi campi di azione giornalistica.

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