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Covid, da gennaio le prime regioni in zona arancione

Potrebbero essere alcune di quelle attualmente in zona gialla, come Veneto e Calabria, se il trend dei contagi quotidiani non calerà sensibilmente

Contrariamente alle attese di qualche tempo fa, il 2022 sarà un nuovo anno impegnativo nella lotta alla pandemia di Covid. Nell’Italia che non è più interamente zona bianca, ma sempre più zona gialla, ora si allunga l’ombra della zona arancione. Secondo un’anticipazione del Corriere della Sera, la rischiano il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, la Liguria e la Calabria: tutte aree del nostro Paese che sono già in zona gialla.

Covid, le Regioni più esposte

A livello nazionale il trend di ricoveri e terapie intensive si conferma in costante crescita. Sulla spinta dei casi Covid, lunedì scorso 20 dicembre la percentuale di posti letto occupati negli ospedali in area non critica era cresciuta in 12 regioni. E dopo il ritorno in zona gialla di Friuli, Alto Adige, Trentino, Calabria, Veneto, Liguria e Marche spuntano ora le prime regioni a rischio zona arancione.

Zona arancione, quando scatta

Da lunedì 27 dicembre in base a dati Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) soltanto una o due regioni potrebbero lasciare la zona bianca per entrare in zona gialla. Ma già da gennaio 2022 la situazione potrebbe cambiare. L’impatto delle feste su contagi e ospedalizzazioni lo si vedrà probabilmente al rientro dalle ferie, dal 10 gennaio in poi. E allora le zone arancioni potrebbero moltiplicarsi. Il passaggio di una Regione in arancione avviene nel momento in cui si superano i livelli di tutte e tre le soglie critiche. Ovvero l’incidenza – quando sfora i 150 casi per 100mila abitanti -; la percentuale di posti letto nelle terapie intensive – sorpassa il 20% -; il tasso di ricoveri in area medica: supera il 30%.

Omicron spinge il Covid

E sull’evolversi della pandemia in Italia aleggia l’incognita della variante Omicron. Che sui contagi la mutazione abbia un impatto forte è chiaro. Basta vedere quello che sta succedendo fuori dall’Italia. Resta da capire quanto Omicron sul medio-lungo periodo potrà incidere sull’incremento di ricoveri, rianimazioni e decessi. “L’arrivo della stagione invernale e la diffusione della variante Omicron ci obbligano alla massima cautela nella gestione dei prossimi mesi” ha dichiarato il premier Mario Draghi. Domani 23 dicembre la cabina di regia convocata dal Governo: sul tavolo le eventuali misure e restrizioni da adottare per arginare il dilagare dei nuovi casi Covid. L’Italia, secondo l’ultimo bollettino, tocca quota 30.798 contagi nelle ultime 24 ore.
Sono 1.012 i pazienti in terapia intensiva e i ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 8.381. Sono invece 153 le vittime in un giorno contro le 137 del giorno precedente. I nuovi positivi sono risultati da 851.865 tamponi molecolari e antigenici effettuati nelle ultime 24 ore.

Dal 2022 arriverà in Italia il quinto vaccino anti Covid

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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