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Johnson: “Stop misure anti Covid”. Ma è rivolta fra i Tories, “In nome di Dio, vattene”

Duro attacco del veterano David Davis sul party-gate; BoJo rilancia 'liberando' i britannici dalle restrizioni. Tuttavia il suo destino appare segnato

Dal 27 gennaio in tutta la Gran Bretagna terminerà l’obbligo di indossare le mascherine anti Covid. Il premier Boris Johnson lo ha annunciato oggi 18 gennaio a Londra. Non solo. Sempre da fine mese, ha fatto sapere il capo del Governo di Sua Maestà, le autorità cesseranno di raccomandare ufficialmente la necessità per le imprese di fare ricorso allo smart working. E, soprattutto, non servirà più il Pass sanitario per accedere ai locali e partecipare ai grandi raduni. La mossa del primo ministro giunge nel bel mezzo del cosiddetto party-gate. Ossia lo scandalo che lo sta travolgendo a causa delle feste a Downing Street durante il lockdown, nel 2020.

Johnson: “Mi fido del popolo

Da domani – ha dichiarato Boris Johnson intervenendo oggi alla Camera dei Comuninon avremo più bisogno delle mascherine nelle aule scolastiche.” Nel paese, in generale, continueremo a suggerire l’uso di mascherine in luoghi chiusi o affollati” ha poi precisato. “In particolare dove si entra in contatto con persone che normalmente non si incontrano. Ma ci fideremo del giudizio del popolo britannico e non criminalizzeremo più chi sceglie di non indossarne una“.

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Il deputato David Davis. Foto Twitter @DavidDavisMP

Davis sfida il premier

Malgrado tutto ciò, Johnson non sembra riuscire a placare le acque in tempesta della politica inglese. Ha fatto scalpore l’accorata presa di posizione del deputato Tory David Davis, 73 anni, già Segretario di Stato per la Brexit, fra il 2016 e il 2018. Il veterano dei Conservatori ha attaccato a testa bassa il traballante capo del Governo, con un intervento alla Camera dei Comuni che ha avuto i connotati di una vera e propria spallata. Come se fosse da tempo che una buona parte del partito attendesse questo momento.

“Johnson, è ora che te ne vada”

Dopo una feroce serie di scambi tra Boris Johnson e il leader dell’opposizione laburista, Keir Starmer, riporta il quotidiano The Guardian, Davis si è alzato in piedi e ha detto a Johnson che aveva passato settimane a difenderlo da “elettori arrabbiati“. Ma che i ripetuti scandali sui party in violazione del blocco anti Covid avevano passato il segno. “Mi aspetto che i miei leader si assumano la responsabilità delle azioni che intraprendono” ha dichiarato Davis rivolto a Johnson. “Ieri lei ha fatto il contrario. Quindi le ricorderò una citazione che potrebbe esserle familiare, da Leopold Amery a Neville Chamberlain: ‘Sei seduto troppo a lungo, qui, per il bene che hai fatto. In nome di Dio, vai via. Una secca richiesta di dimissioni che dimostra come i Tory non siano disposti a farsi trascinare alla sconfitta politica da un primo ministro in forte affanno. E se una volta eliminate le restrizioni anti Covid la pandemia dovesse accrescere il suo vigore nel Regno Unito, per BoJo le cose si metterebbero davvero male.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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