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Covid, Il punto sulla situazione con il Prof. Stefano Arcieri

Dal Policlinico Umberto I di Roma alle dirette social per parlare della pandemia e fugare i dubbi dei tanti utenti

Nuove restrizioni, nuova variante, vaccini. Nel caos del Covid-19, cerchiamo di fare chiarezza, parlando in modo semplice del virus, con il prof. Stefano Arcieri. Medico dell’azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto Primo – Sapienza Università di Roma, è anche il presidente della associazione Capire per Prevenire. L’ha fondata più di sette anni, per parlare di prevenzione delle malattie, utilizzando i  veicoli social più diffusi, raggiungendo, con le sue seguitissime dirette i 40 mila seguaci.

In epoca di Covid, il prof Arcieri, ha creato inoltre un canale con i suoi followers, con dirette FB, seguite da 350/450 mila persone,  durante le quali, con parole semplici e un linguaggio comprensibile non ‘medichese’, interagendo con i suoi utenti, spiega le criticità affrontate durante la pandemia, mettendo a disposizione  di tutti la sua esperienza e professionalità.

Intervista esclusiva del prof. Stefano Arcieri a VelvetMAG

Prof Arcieri, proprio qualche settimana fa è uscita la notizia di una nuova variante Covid che sta allarmando moltissimo. Che cosa accadrà e perché queste varianti spuntano come funghi?
Le varianti sono il sistema che mettono in atto i virus per difendersi e continuare a vivere, nonostante l’uomo cerchi in ogni modo di debellarle. In parole semplici, il virus ha bisogno di essere ospitato in un organismo vivente, ma la sua intenzione originaria, non è quella di uccidere il suo ospitante, perché in quel caso morirebbe insieme a lui, piuttosto di sfruttarlo per sopravvivere. Per cui le varianti non sono altro che un sistema di adattamento del virus, per garantirsi la sopravvivenza.

A che serve il vaccino, se ci si continua ad ammalare di Covid?

È un mezzo informativo che diamo al sistema immunitario, con la conformazione strutturale proteica del virus, che viene inoculato all’interno dell’organismo, che lo riconosce come agente estraneo. Il virus che viene inoculato attraverso il vaccino è ovviamente innocuo e non letale, ma l’organismo, non conoscendolo, lo percepisce come nocivo e perfeziona così un sistema immunitario, che va ad aggredire il vaccino/virus, creando così una memoria immunitaria, nel caso si venga in contatto con il vero virus.

 

Se si crea una memoria immunitaria, perché servono più vaccini?
Nel tempo, l’organismo perde la memoria, che si indebolisce, per cui servono richiami periodici del vaccino.  La così detta dose booster, con dosaggio inferiore rispetto alle prime due, serve a ridare vigore alla memoria immunitaria affievolita, che con il passare del tempo, non è più in grado di contrastare efficacemente il virus.

Quindi anche la terza dose va effettuata?
E’ importantissima, perché se non si fanno i richiami, si vanificano anche le vaccinazioni precedenti.

Anche sui test c’è molta confusione.

I test non sono mai attendibili al 100%, tutto dipende dalla capacità dell’esaminatore e dal prelievo effettuato. Ad oggi si ritiene più affidabile il test molecolare. Tenendo presente che quando è negativo, non è mai certo, quando è positivo va ritenuto tale, anche se si è visto che, in alcuni casi, si tratta di una positività non contagiosa.

Chi è vaccinato con tre dosi può ritenersi più tranquillo?
Le persone vaccinate, soprattutto con il ciclo delle tre dosi, hanno una migliore capacità di risposta immediata all’insulto del virus, ma questo non esclude che anche chi sia vaccinato, possa essere contagiato più volte, con minori probabilità di ammalarsi seriamente e avere problemi, rispetto a chi non si sia vaccinato. La vaccinazione tutela la persona dalla malattia grave, ma non esclude ipotesi del contagio e di contagiare a sua volta altri.

Quanti vaccini dovremo ancora fare per stare al sicuro?

Impossibile fare una previsione certa, perché il comportamento del virus è mutevole. Siamo noi che dovremo adattarci a lui. Probabilmente, ogni anno faremo la vaccinazione contro il Coronavirus, come si fa attualmente per l’influenza. La speranza è quella di raggiungere l’immunità di gregge. Il Coronavirus non si potrà mai più debellare del tutto. Come accadde con il Vaiolo, non è vero che non esiste più, solo che non ci sono più casi letali, perché si hanno le cure giuste per prenderlo in tempo.

Questi vaccini coprono anche le varianti?
I vaccini coprono le varianti. La Omicron è molto più contagiosa, rispetto alla prima, perché il virus si è modificato e fortificato per poter sopravvivere di più, ma è anche meno aggressiva, perché non ha nessuna ‘intenzione’ di uccidere l’ospite. L’ultima variante di Cipro, la Deltacron, è una via di mezzo tra la Delta e la Omicron. Purtroppo ha preso la parte peggiore delle due precedenti, la Delta era più aggressiva e meno contagiosa, l’altra esattamente il contrario. La Deltacron sembrerebbe così più contagiosa ed aggressiva.

Secondo lei prof. Arcieri, saranno peggio, alla lunga, gli effetti del vaccino o quelli del Coronavirus?

Il solo fatto che il vaccino varichiamato’ dopo un tot di tempo, è indice che l’organismo nel tempo lo espelle, quindi non può arrecare effetti dannosi permanenti.  Quanto agli effetti del Coronavirus, non vi sono ancora studi a lungo termine sui danni creati sui polmoni, soprattutto per chi, nei casi più gravi, ha subito terapie intensive e sub intensive.

Chi ha tre dosi rischia la terapia intensiva in caso di Covid?
Con tre dosi e nessuna patologia grave pregressa, il rischio di finire in terapia intensiva o morire è molto basso. Dalle statistiche il rapporto tra i ricoverati nelle terapie intensive e sub intensive è di venti ad uno. Cioè per ogni venti pazienti non vaccinati, c’è un solo vaccinato.

Come ci si deve orientare nella scelta del vaccino, si equivalgono o uno è preferibile all’altro?
I vaccini utilizzati sono tutti assolutamente sicuri, in questo momento in Italia vengono inoculati quelli ad RNA messaggero, che sono Moderna e Pfizer, che si equivalgono.

Prof. Arcieri, crede sia opportuno vaccinare i bambini?

Certo, è assolutamente indispensabile per quelli in età scolare, nell’ultimo periodo abbiamo constatato un sensibile aumento del contagio tra i bambini, che all’inizio della pandemia erano i meno soggetti a contrarre il virus.

E’ molto rischioso il Covid per i più piccoli?
I bambini, a meno che non abbiano già patologie concomitanti, difficilmente possono avere complicanze gravi, grazie al loro sistema immunitario molto efficiente.

Cosa ne pensa prof Arcieri del vaccino over 50, non trova che sia un controsenso che a cinquant’anni sia obbligatorio e a quarantanove no?
E’ stato dimostrato che dopo i 50 anni, che è solo un’età di riferimento per dare un termine, vi sia una percentuale maggiore di aggravamento, rispetto ad una età più giovane.  Inoltre è un modo per scongiurare un afflusso importante, soprattutto nelle terapie intensive e sub intensive, ad oggi occupate prevalentemente dai non vaccinati.

Oltre che un modo per il Servizio Sanitario Nazionale di abbattere costi molto esosi, se si pensa che ogni ricovero ordinario costa al SSN mille euro al giorno che quadruplica in terapia sub intensiva. Due mesi di terapia intensiva, che è tempo tecnico per uscire guariti dalla struttura ospedaliera, costa allo Stato 240 mila euro. Senza contare che a causa dei malati di Covid, viene tolto spazio a molti malati con altre patologie importanti. La vaccinazione non è solo un egoistico atto di protezione del vaccinato, e allo stesso tempo un atto altruistico nei confronti del prossimo.

Se si è preso il Covid si può stare tranquilli che non si riprenderà?

Assolutamente no, chi crede che, avendo preso il Covid, ormai sia immune, commette un grosso sbaglio, perché l’infezione da Covid, è in parte come aver fatto il vaccino, che abbiamo visto, nel tempo perde di efficacia, se non richiamato.

Quindi non esiste scampo!
L’unico modo per non infettarsi, è non abbassare mai la guardia, rispettando le regole di comportamento. Indossare quindi sempre la mascherina, anche quando non è obbligatorio, lavarsi spesso le mani con sapone, contando mentalmente almeno 15 secondi, evitare assembramenti, utilizzare un gel disinfettante ogni volta che si entra in ascensore, si apre una porta, vi va in un ufficio pubblico e in ogni altra situazione in cui si viene a contatto con persone.

C’è un modo per prevenire il virus e se si prende come si cura?

Non esistono ad oggi terapie specifiche che prevengano il virus, tranne l’affidamento alla capacità difensiva del proprio sistema immunitario, che abbiamo acquisto quando siamo nati e che deriva dal genoma dei nostri genitori. Se si contrae il virus bisogna rivolgersi immediatamente al proprio medico di base, che conoscendo anche l’anamnesi personale del paziente, prescriverà la terapia più idonea caso per caso. Fondamentale per una pronta guarigione è il riposo assoluto, una buona e sana alimentazione equilibrata, la sospensione momentanea di qualsiasi restrizione dietetica a scopo dimagrante, non fumare, non bere alcool, ma soprattutto eliminare i fenomeni di stress emotivo. Stili di vita che andrebbero adottati a prescindere dal Covid e da qualsiasi altra patologia, perché la prevenzione è la medicina più efficace.

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Francesca Genovesi

Tv, Spettacolo, Salute e Velvet Comics

Romana, con antenate influenze argentine, d’istinto, ha preferito la penna alla toga. La sua passione per la scrittura, l’ha portata a diventare una giornalista, che da anni si occupa sulla stampa, il web ed in tv, di spettacolo, moda, arte, bellezza e salute. Ha collaborato con Il Tempo, Il Punto e molte riviste patinate. Conduttrice televisiva, presentatrice, scrittrice, in attesa di pubblicazione del suo primo romanzo, la sua indole curiosa la spinge a ‘farsi i fatti’ di tutti i personaggi che intervista.
Fotografa per passione, giramondo per ‘esigenza’, ama l’equitazione, gironzolare per Roma in bici alla ricerca di scorci antichi e andare alla scoperta di piccoli borghi.

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