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Il Quirinale infinito: Draghi incontra Tajani, Salvini riporta in pista Frattini

E Renzi attacca: "Si scambia il Colle per X Factor, serve l'elezione diretta da parte dei cittadini"

Potrebbero scattare due votazioni al giorno per accelerare sulla nomina del Presidente della Repubblica al Quirinale. Sul tema il presidente della Camera, Roberto Fico, ha convocato la Conferenza dei Capigruppo congiunta per domani 28 gennaio alle 10.15 a Montecitorio. La giornata di domani può rivelarsi decisiva per l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Per questo si moltiplicano i contatti e gli incontri a tutti i livelli.

Quirinale o Chigi? Draghi si muove

Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, è stato a Palazzo Chigi per un incontro con il premier Mario Draghi. L’incontro, a quanto si apprende in ambienti azzurri, è stato “cordiale“. Non cambia, a quanto sembra, la posizione di FI, per cui Draghi deve proseguire il suo lavoro alla guida del Governo. Fonti del Centrodestra riferiscono inoltre che Matteo Salvini stia lavorando sulla candidatura di Franco Frattini. La Lega non commenta. La circostanza desta stupore nel Centrosinistra, considerato che nei giorni scorsi Letta e Renzi avevano fatto muro sul nome dell’ex ministro degli Esteri. Per loro Frattini è troppo aperturista nei confronti della Russia di Putin, cosa tanto più delicata in momento come questo, ovvero con la guerra fra Russia e Ucraina alle porte.

Salvini e Meloni, alleanza o sfida?

Un nuovo incontro oggi c’è stato fra i leader Matteo Salvini e Giorgia Meloni negli uffici della Lega a Montecitorio. Giuseppe Conte, dal canto suo, sta continuando una “girandola di incontri, senza sbandierarla“, spiegano fonti M5S, sottolineando che il leader starebbe perseguendo l’obiettivo di “arrivare ad una soluzione quanto prima“. Nel pomeriggio l’ex premier avrebbe avuto “incontri ad alti livelli e su tutti i fronti politici” e sarebbe “determinato e fiducioso sul nome condiviso“, dicono ancora dallo stato maggiore pentastellato.

Quirinale, trattative difficili

Le trattative sembrano, però, in stallo. Nessun passo in avanti, almeno ufficialmente, anche se nell’ipotetica rosa delle candidature ritorna il nome di Elisabetta Belloni, capo dell’intelligence italiana. L’idea non dispiace a Giorgia Meloni e in via ufficiosa, sia nel Centrodestra che nello schieramento avversario, il suo nome riscontra molti consensi. Un no secco all’idea che il capo del Dis sia il nuovo presidente della Repubblica arriva da Matteo Renzi: “Sono nomi tirati lì, senza discussione politica“.

Frattini, poche chances

Sul nome di Franco Frattini c’è da dire che era stato fatto nell’incontro con Conte alcuni giorni fa, ma l’ex responsabile della Farnesina non avrebbe la sponda unanime di Forza Italia. Anche nell’ex fronte rosso-giallo diversi big hanno avuto da ridire sulla sua strategia di politica estera. In ogni caso sono ore febbrili di trattative. L’ex fronte giallorosso aspetta le mosse del ‘Capitano’ leghista. Intanto il coordinatore azzurro Tajani è stato, come detto, a Palazzo Chigi, ma per FI l’ex numero uno della Bce deve rimanere al governo.

Belloni Elisabetta
Il capo dell’intelligence, Elisabetta Belloni

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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