Quirinale, il Centrodestra vota Casellati: è scontro con gli avversari

Doppia chiama a Montecitorio per eleggere il Presidente della Repubblica ma è muro contro muro. Prende quota il Mattarella bis

Quinta votazione per il Quirinale, stamani 28 gennaio. Alla prima chiama i grandi elettori del Centrodestra voteranno la Presidente del Senato già bocciata dal Centrosinistra, Elisabetta Casellati. E la Lega fa sapere che Matteo Salvini ha formalmente invitato tutti i leader della maggioranza, prima della votazione. Ma da oggi scatterà la doppia chiama a Montecitorio per eleggere il Presidente della Repubblica. La seconda si terrà alle 17. Lo hanno deciso i capigruppo. Domani le votazioni, se necessarie, si terranno alle 9.30 ed alle 16.30.

PD-M5S-LeU costretti a scegliere

In ogni caso, tra una votazione e l’altra deve restare una pausa di un’ora e mezza per la sanificazione dell’Emiciclo. Sul Quirinale in corso il vertice tra Letta, Speranza e Conte. L’orientamento per scheda bianca, ma anche valutazioni su candidature alternative, starebbero valutando i leader di M5s, Pd e Leu, riuniti alla Camera. I grandi elettori del Movimento Cinque Stelle potrebbero andare verso la libertà di coscienza nella votazione di oggi per l’elezione del Presidente della Repubblica. È la linea che è emersa dalla riunione lampo tenutasi oggi nell’aula di Montecitorio. Alla riunione, comunque, non si è arrivati ad una decisione. Mancava Giuseppe Conte. Bocca cucita anche da Luigi Di Maio.

Giuseppe Conte. Il M5S potrebbe spaccarsi sul nome di Casellati

Renzi: “Non escludo Mattarella bis

Mi sto chiedendo sinceramente se ho fatto bene a fidarmi, siamo stati portati in giro per tre giorni“, ha detto stamattina Enrico Letta commentando le ipotesi avanzate dal Centrodestra. “Abbiamo sempre lavorato per l’unità. L’impressione è che abbiano tentato di dividerci, con idee fantasiose con l’obiettivo di dividere e non di trovare una soluzione per il Paese“. “Non escludo l’ipotesi che possa esservi anche un Mattarella bis – così stamani il leader di Italia viva, Matteo Renzi su Radio Leopolda – sarebbe una forzatura nei confronti di Mattarella e oltremodo scorretto. Ma al venerdì mattina o la vicenda si risolve nelle prossime ore o questa ipotesi è in campo con tutta la sua forza“.

Sul Quirinale è la sinistra che è divisa

È la sinistra che ieri s’è divisa, il Centrodestra è compatto e unito. Vogliamo trovare soluzioni condivise. Ora si deciderà il da farsi. Noi scandalosi? Addirittura, dov’è lo scandalo. Non abbiamo mai posto veti“, ha detto Antonio Tajani (FI), arrivando al vertice di coalizione. “La desolazione delle manfrine sull’elezione del Presidente della Repubblica certifica 2 cose che @FratellidItalia sostiene da sempre:1. Con questo Parlamento è impossibile decidere qualsiasi cosa. 2. Se fossero stati gli italiani ad eleggere il PdR lo avrebbero fatto in un giorno”. Così il leader di FdI, Giorgia Meloni, su Twitter.

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Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.