Elezioni in Portogallo, trionfa il premier Costa. Ma l’estrema destra vola

il partito Socialista verso la maggioranza assoluta. Moltiplicati per 8 i voti della formazione in sintonia con Fratelli d’Italia

Un risultato che contraddice le previsioni della vigilia, quello delle elezioni politiche in Portogallo, svoltesi domenica 30 gennaio. Il Partito Socialista (PS) del premier uscente, Antonio Costa, ne esce in trionfo e potrebbe governare da solo o quasi.

Elezioni in Portogallo, trionfa il premier Costa. Ma l’estrema destra vola
Foto Twitter @antoniocostapm

PS, maggioranza assoluta

I cittadini sembrano aver premiato l’uomo che li ha guidati a vivere oggi nel paese europeo più vaccinato contro il Covid, e che meglio sta lottando contro la pandemia. Secondo le prime proiezioni, il PS si appresta a migliorare il risultato di due anni fa, quando ottenne il 36% dei voti, e raggiungere quota 40%. Potrebbe addirittura raggiungere la maggioranza assoluta di 116 deputati.

Estrema destra, dall’1% all’8%

Rimane invece distante il Centrodestra del Partito Social Democratico (PSD), principale rivale dei socialisti. La formazione, guidata dall’ex sindaco di Porto, Rui Rio, potrebbe migliorare il risultato del 2019 (27%), ma non a sufficienza per impensierire Costa. L’altro segnale politico in arrivo con le prime proiezioni della notte elettorale portoghese è la forte crescita di Chega, partito di estrema destra. Dall’1,29% delle legislative precedenti potrebbe salire fino a circa l’8%. 

Portogallo Ventura Estrema Destra
André Ventura, leader di Chega. Foto Twitter @AndreCVentura

Portogallo, Chega come Lega e FdI

Un balzo in avanti che comporterebbe la fine dell’eccezione portoghese come territorio estraneo ai forti venti conservatori che spirano in altre zone d’Europa. E che potrebbe portare la formazione guidata dall’ex telecronista sportivo André Ventura, già mostratosi in sintonia sia con la Lega sia con Fratelli d’Italia, a diventare terza forza in Parlamento. E dire che i portoghesi si erano svegliati stamattina in un clima di incertezza pressoché assoluta circa il futuro politico del Paese: gli ultimi sondaggi prima del voto indicavano una situazione di quasi parità tra il PS e il PSD.

Le elezioni in Francia e in Italia

Ora invece la polarizzazione dei due blocchi – socialisti ed destra estrema – potrebbe fare da specchio all’Europa. E, naturalmente all’Italia, al voto nel 2023. Nel nostro Paese da mesi i sondaggi indicano PD da un lato, e FdI e Lega dall’altro, ai primi posti nelle preferenze degli italiani. In Francia, per altro, fra meno di 3 mesi si svolgeranno le elezioni presidenziali. Il centrista Emmanuel Macron, Capo di Stato uscente, è favorito, ma l’estrema destra non è certo meno forte di 5 anni fa.

Portogallo, da Bruxelles 16 miliardi

Fra gli sconfitti del voto in Portogallo i sinora soci di coalizione del PS, ovvero il Blocco di Sinistra, il Partito Comunista e i Verdi. Così per Antonio Costa si apre uno scenario favorevole. Anche senza maggioranza assoluta, potrebbe cercare di riformulare un’alleanza di Centrosinistra, ma partendo da una posizione più solida. Prospettiva che permetterebbe al Paese di far ripartire i piani di ripresa economica post-Covid con i fondi stanziati da Bruxelles: Lisbona dovrebbe ricevere circa 16,6 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti, messi in ghiaccio in attesa di una soluzione alla crisi politica interna.

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Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.