Renzi denuncia i PM che lo vogliono processare, dura reazione dell’Anm

È scontro totale fra il leader di IV e i procuratori di Firenze

La richiesta di rinvio a giudizio di Matteo Renzi e di altri 10 indagati (fra cui Maria Elena Boschi e Luca Lotti), da parte della procura di Firenze per l’indagine sui finanziamenti alla fondazione Open, ha scatenato la reazione dell’ex premier già ieri sera a Porta a Porta da Bruno Vespa. Stamani 10 febbraio, ai microfoni di Radio Leopolda, nuova ‘puntata’ di quello che è già uno scontro con pochi precedenti, per durezza, fra un politico e dei magistrati. “Sono cascati male, se c’è uno che non si tira indietro sono io. Basta buonismo, ora reagisco” ha detto Renzi a Radio Leopolda. “La mia vita è stata scardinata con un dolore personale e familiare che non auguro al peggiore nemico e l’Anm è stata sempre in silenzio“, ha rincarato la dose il senatore di Italia Viva.

Renzi attacca il procuratore capo

Poi l’affondo. “L’appannamento della funzione del magistrato non dipende da quello che dice Renzi ma da quello che fa un magistrato. Se fa un atto sessuale il Csm ti dà due mesi in meno di anzianità. Se lo fa un cittadino si prende anni di galera“. Il riferimento è all’accusa mossa contro il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, coinvolto in un’indagine su presunte molestie a una collega. Il Consiglio superiore della magistratura lo ha sanzionato sul piano disciplinare ma Creazzo intende ricorrere in Cassazione. “È il primo processo in cui si va in aula dopo quattro pronunciamenti della Cassazione” ha insistito poi l’ex premier, circa l’inchiesta che lo riguarda. “Non è stato Renzi ma la Cassazione a criticare i giudici“. “A Conte e a Grillo, i PM di Milano e Roma non hanno tolto i cellulari, hanno utilizzato uno stile diverso da quelli di Firenze. Uno di loro si occupa a tempo pieno della famiglia Renzi. Prima che diventassi premier eravamo una famiglia rispettabile, ora sembriamo un’associazione di gangster“.

Magistrati denunciati

In una nota di ieri 9 febbraio, uscita a caldo dopo la notizia della richiesta di rinvio a giudizio, l’ufficio stampa di Renzi aveva già mosso accuse esplicite contro i PM fiorentini. “È utile ricordare a questo proposito – recita il comunicato – che la richiesta è stata firmata dal Procuratore Creazzo, sanzionato per molestie sessuali dal CSM; dal Procuratore Aggiunto Turco, che volle l’arresto dei genitori di Renzi poi annullato dal Tribunale della Libertà e dal Procuratore Nastasi, accusato da un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri di aver inquinato la scena criminis nell’ambito della morte del dirigente MPS David Rossi. Questi sono gli accusatori”. Nei confronti di Creazzo, Turco e Nastasi il senatore di Italia Viva “ha provveduto a firmare una formale denuncia penale” per violazione della Costituzione (art. 68 che tutela la libertà di espressione e di voto dei parlamentari) e per abuso d’ufficio.

“Da Renzi parole inaccettabili”

Le parole del senatore della Repubblica Matteo Renzi, pronunciate non appena ha appreso della richiesta di rinvio a giudizio per la vicenda Open, travalicano i confini della legittima critica” è la replica dell’Associazione nazionale magistrati. “E mirano a delegittimare agli occhi della pubblica opinione i magistrati che si occupano del procedimento a suo carico“. L’Anm parla quindi di “inaccettabili comportamenti” da parte del leader di Italia Viva. I PM che hanno chiesto il processo nei confronti di Matteo Renzi “hanno adempiuto il loro dovere” si sottolinea nella nota dell’Anm. “Hanno formulato un’ipotesi di accusa che dovrà essere vagliata, nel rispetto delle garanzie della difesa, entro il processo, e non è tollerabile che siano screditati sul piano personale soltanto per aver esercitato il loro ruolo“.

La deputata Boschi, anche lei indagata dai PM di Firenze. Foto Twitter @meb

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Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.