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Victor Hugo, lo scrittore che ha dato il volto e l’anima a Joker

Nel 240esimo anno dalla nascita del drammaturgo e poeta francese celebriamo la sua potenza espressiva viva nei giorni nostri

Victor-Marie Hugo, noto più comunemente come Victor Hugo è stato un poeta, drammaturgo e uomo politico nato agli inizi dell’800. Nato a Besançon il 26 febbraio del 1802, lo scrittore è riconosciuto come uno dei più grandi artisti in grado di trasportare su carta emozioni forti. Ed anche per questo, quando il 22 maggio del 1885 muore, a Parigi, la Francia intera si ferma per assistere ai suoi funerali.

Annoverato tra gli artisti, la cui la fama è nota in tutto il mondo. Victor Hugo può essere definito un genio letterario, capace di spaziare tra poesie, libri, poemi, romanzi, saggi e opere teatrali. Tra le sue opere più importanti Notre-Dame de Paris, a cui segue I Miserabili; poi ancora L’uomo che ride, Il 93 e I lavoratori del mare. Impegnato nella politica Victor Hugo ha vissuto una vita travagliata costellata da lutti familiari e lotte per la difesa degli oppressi e degli umili; coloro che vivono ai margini della società e che tornano come protagonisti sofferti e preminenti nelle sue opere maggiori. Personaggi a cui il cinema e poi anche la televisione s’ispirano; e come in altri contesti simili, danno corpo, volto e rappresentazione in film, serie e, persino, cartoni animati che hanno lasciato un segno nella storia del cinema, così come in quella della letteratura.

Victor Hugo

I Miserabili 

I Miserabili, un romanzo monumentale di oltre mille pagine, arriva nel cinema nel 1933 con una pellicola diretta da Raymond Bernard ed interpretata da Charles Vanel, Florelle, Harry Baur. Si tratta della versione considerata tra le migliori dai critici; tre lungometraggi che vengono proiettati nel corso di un’unica giornata per restituire allo spettatore tutta la tragedia e l’angoscia dell’uomo perseguitato da una giustizia implacabile. I riadattamenti cinematografici di questa opera colossale si avvicendano negli anni proponendo agli spettatori nuove versioni che mantengono sempre lo stesso filo e la stessa drammaticità ricercata da Victor Hugo. Hollywood ne fa prima tre versioni mute e nel 1935 arriva nelle sale cinematografiche con il film che venne nominato in quell’anno Miglior Film dell’Anno in America; diretto da Richard Boleslawski, ad interpretarlo Fredric March e Charles Laughton.

La trasposizione de I Miserabili arriva anche alle nuove generazioni; sono tanti i registi che tornano a raccontare il dolore, la morte, ma anche l’amore e la rinascita contenuti nell’opera di Victor Hugo. Sono trentaquattro le versione cinematografiche che raccontano la storia dello sfortunato Jean Valjean; e l’opera arriva anche in televisione. In Italia nel 1964 la Rai propone per dieci domeniche consecutive la storia di Gastone Moschin (Valjean), inseguito dal perfido Javert. L’ultima versione è quella del 2019 di Ladj Ly; ispirato alle sommosse di Parigi del 2005, è il film d’esordio del regista e attore africano. Ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes, il Premio Miglior Rivelazione agli European Film Awards, ed è stato candidato al Premio Oscar come Miglior Film Straniero. Girato esattamente dove Victor Hugo aveva ambientato il suo romanzo, a Montfermeil; questa rivisitazione de I Miserabili propone un thriller avvincente dove un fatto di cronaca si trasforma in una battaglia del ‘tutti contro tutti’.

I Miserabili

Notre Dame de Paris, da Victor Hugo a Disney

Un altro dei celebri romanzi di Victor Hugo che ha visto decine di trasposizioni cinematografiche, a partire già dal 1906, è Notre-Dame de Paris. Le vicende del gobbo Quasimodo, che s’innamora della zingara Esmeralda rivivono sul piccolo e il grande schermo, fino ad approdare al teatro; ogni volta restituendo allo spettatore la sofferenza di un amore non corrisposto, il dolore dell’emarginazione e la fedeltà al proprio cuore che si congiunge nel finale tragico, ma liberatorio. Tra le produzioni ricordiamo quella del 1956 nella versione diretta da Jean Delannoy con Gina Lollobrigida e Anthony Quinn.

Nel 1998 Luc Plamondon crea lo spettacolo musicale con le musiche scritte da Riccardo Cocciante; coreografie meravigliose, voci imponenti ed effetti scenici restituiscono ancora una volta la tragedia che passa attraverso i colori e i ritmi della Corte dei Miracoli. Victor Hugo torna ad emozionare con il suo racconto intenso. E tra le trasposizioni di Notre Dame de Paris forse non si può non menzionare la versione Disney. “Ha tutto il sangue versato per voi su pavè di Notre Dame“, in realtà è una frase che, probabilmente, non ci aspetteremmo di sentire in un film per bambini; eppure attraverso i colori di un film d’animazione Il Gobbo di Notre Dame ha saputo raccontare religione, lussuria, politica e accettazione. Tuttavia, pur lasciando intatto il senso d’oppressione presente nel romanzo di Victor Hugo, Il Gobbo di Notre Dame si adatta ad un racconto più ‘leggero’ che culmina nel ‘lieto fine’ assente nell’opera originale.

Dal ‘sorriso’ di Gwynplain al ‘sorriso’ di Joker

E come non citare una delle opere considerate insieme la più visionaria e la più onirica di Victor Hugo: L’uomo che ride. Un romanzo del 1869 a cui si ispira uno dei personaggi più celebri del cinema dei nostri giorni: Joker; l’antagonista di Batman, ma prima di tutto un uomo eclettico dalla personalità indecifrabile, perfido quanto sensibile, amaro quanto intelligente, pungente quanto sofferente. E questa personalità s’ispira proprio al dualismo di Gwynplaine, protagonista dell’opera di Victor Hugo; un uomo che vive costantemente tra la luce e le tenebre, il giorno e la notte, il mistero e l’inquietudine.

Il suo problema al viso lo costringe a convivere con una smorfia costante che riproduce un sorriso; ma dietro questa personalità dall’aspetto strano si nasconde un animo buono e ingenuo. Il contrario rispetto a Joker, potremmo dire apparentemente; eppure il personaggio di Jerry Robinson, Brian Bolland e Bob Kane ha mille sfumature che, pur essendo, uno dei criminali più temuti di Gotham City, nasconde una fragilità simile a quella di Gwynplaine di Hugo; entrambi accomunati, forse, dal fatto che, come direbbe Joker: “Quello che non ti uccide di rende più strano” e aggiungerei, senza dubbio, unico.

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Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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