Russia, quasi 8mila pacifisti arrestati. Anche donne anziane e bambini. Storie, volti e immagini

Yelena Osipova, attivista ottuagenaria; Irina Bogantseva, per le ‘madri contro la guerra’; bimbi con poster per la pace in Ucraina

Continuano ogni giorno in varie parti della Russia manifestazioni per la pace e contro la guerra che il presidente russo Vladimir Putin ha scatenato in Ucraina. Proseguono, senza sosta, anche gli arresti.

Russia, Yelena Osipova

Secondo il sito della ong Ovd-Info (Ovdinfo.org), che si occupa della tutela dei diritti umani in Russia, sono ormai quasi 8mila le persone che la polizia ha arrestato. Fra le prime città a mobilitarsi contro la guerra di Putin, fin dalle prime ore dopo l’invasione del 24 febbraio, c’è San Pietroburgo, la metropoli dove Vladimir Putin è nato. Nella serata di ieri 2 marzo i poliziotti della città hanno portato via l’artista e attivista Yelena Osipova, che si dice sia sopravvissuta all’assedio nazista di Leningrado (ma la cosa non è chiara) – l’odierna San Pietroburgo – fra il 1941 e il 1944, nella seconda guerra mondiale. La colpa di Osipova? Essere in piazza con due cartelli in mano contro la guerra in Ucraina. In un’immagine pubblicata sui social, Osipova tiene in mano un cartello che recita: “Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe!“.

Bimbi dietro le sbarre

Ma non basta. A Mosca la polizia ha arrestato 2 donne e 5 bambini russi che volevano deporre fiori presso l’ambasciata ucraina. Sul profilo Facebook della professoressa russa Alexandra Arkhipova appaiono alcune fotografie e un video della detenzione dei piccoli. I quali avevano in mano un cartello che diceva “No alla guerra“. I bambini, di età compresa tra i 7 e gli 11 anni, sono stati trattenuti con le madri in un furgone della polizia prima di essere portati in una stazione di polizia. Dopo alcune ore li hanno rilasciati, ha spiegato l’antropologa Alexandra Arkhipova. Generalmente le forze dell’ordine fermano le persone, a prescindere dall’età e dalle condizioni, le portano in una stazione di polizia, le detengono per diverse ore prima di rilasciarle. Possono seguire multe, processi e incarcerazioni per violazione delle normative. In non pochi casi anche minacce e violente percosse.

Bimbi russi ne furgone della polizia per aver voluto deporre una corona di fiori davanti all’ambasciata ucraina a Mosca. Foto Facebook / Alexandra Arkhipova

Irina Bogantseva

Su Facebook appaiono le foto della pacifica protesta – già lo scorso 24 febbraio – della signora moscovita Irina Bogantseva, raccontata dal sito indipendente Ovdinfo.org. “Ho preso un vecchio cartello con scritto ‘Madri contro la guerra‘ che avevo fatto nel 2015, per il Donbass” ha raccontato Bogantseva. “Ho preso un taxi e sono andata nella piazza Pushkin di Mosca. Per caso ho incontrato mio marito, dal quale ho divorziato 30 anni fa. Gli ho detto: ‘Fammi una foto‘. Lui: ‘Adesso ti prenderanno‘. Io: ‘Per questo devi fotografarmi‘. C’era poca gente, ma i passanti mi hanno applaudito. Poi è arrivata la polizia in assetto antisommossa e mi ha portato via.” La signora Irina già detenuta nel gennaio 2021 per aver manifestato a favore di Alexey Navalny, è stata interrogata, detenuta, processata il giorno dopo, multata di 150mila rubli – pari a circa 1.200 euro – e infine rilasciata.

Cosa rischia chi protesta con un cartello in Russia

In un’intervista al sito italiano Dinamopress.it, la portavoce di Ovd-Info, Maria Kuznetsova, ha spiegato cosa rischia oggi chi in Russia scende in strada, anche da solo, a protestare pacificamente contro la guerra. “Stiamo assistendo a un alto numero di casi di violazione dei diritti di persone arrestate da parte delle corti giudiziarie. La ragione è che c’è così poco spazio nei centri di detenzione. Alcuni manifestanti detenuti vengono riportati presso le stazioni di polizia e si ritrovano a passare le notti lì. Se una persona ha già ricevuto una condanna per aver partecipato a delle manifestazioni nel corso dell’ultimo anno, la successiva violazione viene considerata come recidiva“. “Quella persona può essere multata fino a 300mila rubli (pari a circa 2.400 euro, ndr.) o tenuta in prigione fino a 30 giorni. Altri tipi di illecito possono condurre a un arresto fra i 10 o i 15 giorni, o a diversi tipi di multa.

Irina Bogantseva, “Madri contro la guerra”, prelevata dalla polizia a Mosca. Foto Facebook / Alexey Bogantsev

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Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.