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La guerra degli hacker: svelate in diretta comunicazioni militari. Sms anti censura ai russi

Dal sito 1920.in la possibilità di mandare testi a numeri di cellulari russi per raccontare cosa accade davvero in Ucraina

Una ‘stanza sonora’ su Clubhouse, il social network basato sui file audio, diffonderebbe le comunicazioni segrete via radio tra i soldati russi in Ucraina. Un gruppo di hacker, cioè, avrebbe intercettato, tradotto e svelato online cosa si stanno comunicando, in alcuni casi, mentre effettuano operazioni e assalti alle città. Da alcuni dialoghi emerge la sofferenza e il disagio degli stessi soldati russi.   

La veridicità delle registrazioni non può essere verificata ma, secondo il sito The Independent, parte dei contenuti della stanza sonora corrisponderebbero ad azioni militari sul territorio dell’Ucraina, In modo particolare l’ingresso a Kharkiv e successivi bombardamenti, lo scorso mercoledì, 2 marzo. Secondo i fondatori della chat Monitoring, Archiving and Transcribing Open Russian Radio Communications During the Ukraine Russia War, riporta l’Ansa, non tutte le comunicazioni dell’esercito di Mosca sono sicure e crittografate. Perciò sarebbe possibile intercettarle e trasmetterle in diretta, quasi 24 ore su 24.

Clubhouse

“Attaccano civili, sono scoordinati”

Analisti dei dati, hacker e volontari madrelingua, contribuiscono a tenere in piedi la chat room e a trascrivere quello che dicono i soldati dal russo all’inglese. Poi rendono i file accessibili a chiunque, gratuitamente. Un traduttore volontario 18enne, K. T., cittadino dell’Ucraina all’estero, ha affermato a The Independent di aver sentito molti soldati russi lamentarsi. Ad esempio del fatto che “soffrono, il loro servizio di evacuazione impiega molto tempo per raccogliere i feriti e stanno anche bombardando le aree popolate con l’artiglieria“.

 

Ucraina Donbass Guerra Russia

Radioamatori, volontari e traduttori

Come ricordano i fautori della stanza audio su Clubhouse, che chiamano la loro missione Operazione Radio Russa, le sorgenti non crittografate provengono da segnali radio analogici, molto probabilmente catturati da frequenze dello stesso tipo nelle vicinanze. Da qui, gli hacker mettono in rete le comunicazioni segrete tramite un flusso che poi viene condiviso via Clubhouse. ShadowBreak International, una società britannica di raccolta di informazioni, ha pubblicato alcune delle registrazioni. E ha affermato di aver “collaborato strettamente con radioamatori e traduttori, in tutto il mondo, per documentare e raccogliere le conversazioni“.

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E se per quanto riguarda lo svelamento delle conversazioni dei militari russi torna in auge Clubhouse, un media fin qui non molto usato, il gruppo di pirati informatici internazionali che fa capo ad Anonymous inaugura una nuova strategia. Al fine di diffondere informazioni sull’invasione della Russia in Ucraina ai cittadini russi, si torna ai ‘vecchi’ sms dei telefonini. In Russia, infatti, le comunicazioni via Internet diventano sempre più difficili a causa delle censura che sta determinando la chiusura degli ultimi media indipendenti, di quelli stranieri, di molti siti e dei social network.

Sms per narrare cosa accade in Ucraina

Anonymous ha lanciato quindi il portale 1920.in: chiunque, collegandosi, può inviare un sms a numeri di telefono di russi. Gli hacker chiedono di scrivere cosa sta succedendo in Ucraina. Riportano anche testi standard. Ad esempio: “Cari russi, i vostri media sono stati censurati. Il Cremlino sta mentendo. Migliaia di vostri soldati e fratelli ucraini stanno morendo in Ucraina. Scopri la verità sul web libero e sull’app Telegram. È ora di rovesciare il dittatore Putin!“. Il testo è anche in russo per essere sicuri che il destinatario del sms lo comprenda. La campagna è partita dall’account Twitter @YourAnonNews. Per chi non vuole diffondere i suoi contatti, per sicurezza, Anonymous ha pubblicato anche una guida per inviare gli sms da numeri di telefono fittizi. Al momento, secondo il profilo AnonymousUK2022, sono stati inviati almeno 3 milioni di sms ai cittadini russi, su una popolazione di 100 milioni che usa dispositivi mobili.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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