Ucraina, a Mariupol: “oltre mille morti”. I russi bombardano l’ospedale. Zelensky: “Occidente dove sei?”

Colpiti reparti di maternità. Anche bambini fra le vittime. Nella città del Donbass scene da “Medioevo”. Kiev “ha risorse solo per 7 giorni”

A due settimane dall’invasione dei russi la guerra in Ucraina mostra nuovi orrori. Un ospedale è stato bombardato a Mariupol, la città di quasi 500mila abitanti nel Donbass sotto controllo ucraino. Mariupol è “sotto il continuo attacco dei bombardamenti russi“.

Ucraina, l'ospedale di Mariupol semidistrutto da un bombardamento russo il 9 marzo

L’agenzia di stampa ucraina Unian ha pubblicato un video che riproduciamo sopra. Video delle distruzioni si trovano anche sulla pagina Facebook del capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, citato da Ukrinform. “Ospedale di maternità, ospedale, reparto infantile e terapia: tutto distrutto durante un volo dell’aviazione russa a Mariupol. Letteralmente proprio ora” ha scritto nel pomeriggio di oggi 9 marzo Pavlo Kyrylenko. Citato dal Guardian, il vicesindaco di Mariupol, Sergiy Orlov, ha parlato del fatto che Mariupol è sotto attacco continuo da parte dei russi. E ha fornito la cifra di 1.170 persone uccise in questi giorni di guerra. Oggi 47 cittadini sono stati sepolti in una fossa comune.

Zelensky: “Chiudete i cieli adesso!

Mariupol. Attacco diretto delle truppe russe all’ospedale di maternità” ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Twitter. “Persone e bambini sono sotto le macerie. Bambini sotto le macerie. Che atrocità! Per quanto ancora il mondo sarà complice ignorando il terrore? Chiudete i cieli adesso! Fermate le uccisioni! Avete il potere di farlo ma sembra che stiate perdendo l’umanità“.

Mariupol strangolata

Mariupol è descritta come una città dove non c’è più acqua, riscaldamento, elettricità, gas, con i residenti che bevono neve e bruciano legna per scaldarsi. Tutto ciò “è medievale“, ha detto il vicesindaco Orlov. “La Russia – ha detto ancora il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kulebacontinua a tenere in ostaggio oltre 400.000 persone a Mariupol, blocca gli aiuti umanitari e l’evacuazione. Continuano i bombardamenti indiscriminati. Quasi 3.000 neonati mancano di medicine e cibo. Invito il mondo ad agire! Costringa la Russia a fermare la sua barbara guerra contro civili e bambini!

Kuleba (a destra), col Segretario di Stato Usa, Blinken, il marzo in Polonia. Foto Twitter @DmytroKuleba

Negoziati in Turchia

Il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dmitry Kuleba, ha detto di non avere grandi aspettative sugli incontri di domani 10 marzo in Turchia con l’omologo russo Serghei Lavrov. “Ci stiamo preparando ai colloqui con la controparte russa, il ministro Lavrov. Si terranno domani“, ha detto Kuleba in un video postato sul suo account Facebook. “Parlando francamente, io ho aspettative basse dai colloqui. Non vi ripongo nessuna grande aspettativa“, ha aggiunto.

Chernobyl, centrale scollegata

La centrale di Chernobyl, intanto, è “completamente ferma” a causa dell’offensiva russa. L’accusa arriva da Kiev, secondo i media internazionali. Ieri 8 marzo l’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) aveva fatto sapere di aver “perso il contatto remoto di trasmissione dati con i sistemi di salvaguardia di Chernobyl“. Le forze russe, secondo gli operatori della centrale, hanno scollegato l’impianto nucleare dalla rete. Sul territorio ucraino ci sono 4 centrali.

Il sindaco di Kiev: “Risorse per una settimana

L’esercito continua la sua avanzata non solo a Mariupol ma anche verso altre città, come Kiev. La capitale può resistere soltanto “una settimana se le forze di Mosca la circonderanno. Lo ha detto il sindaco della capitale ucraina, Vitalii Klitschko in un’intervista alla Cnn, sottolineando che le risorse della città possono bastare soltanto per 7 giorni. “Abbiamo bisogno dei jet ora, aiutateci“, è stato l’appello del primo cittadino. Il riferimento era all’eventualità che la Polonia invii dei caccia bombardieri Mig all’Ucraina. “Kiev è un obiettivo di Mosca“, ha aggiunto Vitalii Klitschko.

Il sindaco di Kiev, Vitalii Klitschko. Foto facebook / Klitschko

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Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.