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Ucraina, “corridoi umanitari tutto il giorno”. Madri soldati russi: “Nostri figli carne da cannone”

La Cina accusa gli Usa e la Nato: "Responsabili del conflitto". Ma in Russia cresce il dissenso verso la guerra di Putin

A due settimane dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina corridoi umanitari per l’evacuazione della popolazione civile delle principali città ucraine si aprono per tutto il giorno oggi 9 marzo. 

Ci sarebbe un accordo in tal senso fra Russia e Ucraina, secondo fonti di Kiev. E sono circa 5mila i civili che l’8 marzo sono usciti dalla città di Sumy (265mila abitanti), nel Nord Est dell’Ucraina per dirigersi verso Poltava, 175 chilometri a sud. Lo ha reso noto il vice direttore dell’ufficio della presidenza ucraina, Kirill Timoshenko, riporta Cnn. Almeno 10 persone sono morte a causa dei bombardamenti a Severodonestk, nella regione di Lugansk, nel Donbass. Proprio nel giorno in cui riprenderanno i corridoi umanitari, stanotte nuove sirene antiaereo hanno gettato di nuovo nel panico i residenti di Kiev. La tensione resta quindi altissima. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato di essere disponibile a trattare sui territori contesi, ma non alla resa.

Mig Polonia Guerra Ucraina

Usa rifiutano offerta Mig polacchi

A tenere banco, tuttavia, è anche il caso dei caccia Mig-29 – aerei da combattimento – che la Polonia vorrebbe offrire agli Stati Uniti, per poi ‘girarli’ all’Ucraina. Un’iniziativa che, ha fatto sapere in nottata il Pentagono, “non è attuabile“. La prospettiva di jet che partono da una base statunitense in Germaniaper volare nello spazio aereo conteso tra Russia e Ucraina solleva serie preoccupazioni per l’intera alleanza Nato“, ha spiegato il portavoce John Kirby. “Continueremo a consultarci con la Polonia e gli altri nostri alleati su questa questione e le difficoltà logistiche che pone. Ma non crediamo che la proposta polacca sia sostenibile“.

Centrale Nucleare Ucraina Russia
La centrale nucleare ucraina nella regione di Zaporizhzhia, colpita dai russi il 4 marzo

Centrale nucleare ucraina in mano ai russi

Prosegue, intanto, l’avanzata dell’esercito russo in terra ucraina. La Guardia nazionale ha annunciato di aver preso il totale controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, attaccata dai russi lo scorso 4 marzo, tanto che si era temuto un incidente nucleare. Secondo quanto riferito da fonti russe, le 240 persone responsabili della sicurezza dell’impianto avrebbero deposto le armi. Notizie che troverebbero conferma anche nelle parole del ministro dell’Energia ucraino, Herman Halushchenko, che ha denunciato episodi di tortura nei confronti del personale da parte delle forze armate russe. “Secondo le informazioni in nostro possesso – ha scritto su Facebook -, gli occupanti hanno costretto la dirigenza a registrare un messaggio per utilizzarlo a fini propagandistici. Il personale è fisicamente e psicologicamente esausto“.

Governatore russo contestato

Da Radio Free Europe arrivano notizie di contestazioni da parte di alcune madri di soldati e poliziotti dell’armata di Putin che fa la guerra all’Ucraina. Sabato 5 marzo, a Novokuznetsk, regione di Kemerovo, in Siberia, si è svolta una riunione nella palestra dove si addestrano le unità speciali della polizia. Vi hanno partecipato i genitori degli agenti che incontravano Sergei Tsivilyov, 60 anni, il Governatore della regione, nato a Mariupol, città sotto assedio russo in Ucraina. Le riprese video, fatte da un telefonino, sono arrivate a Radio free Europe che ha pubblicato sui social il video che vedete sotto. “Hanno mentito a tutti. Ci hanno preso tutti in giro“, dice una voce. “No, non è così, nessuno è stato preso in giro. Sono stati inviati in quell’area per esercitazioni militari…” replica il Governatore. “Sono stati spediti lì come carne da cannone! Perché hanno mandato là i nostri ragazzi?” chiedono ancora le persone.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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