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Ucraina, la guerra arriva dal mare: bombe russe su Odessa e Mariupol

Attesa per la sentenza della Corte di Giustizia ONU sull'invasione che Mosca porta avanti senza un attimo di tregua

Dopo tre settimane di guerra russa in Ucraina con migliaia di militari morti dall’una e dall’altra parte, migliaia di vittime fra i civili ucraini e città semidistrutte, crescono i tentativi di fermare il massacro. I colloqui con la Russia continuano e sembrano ora “più realistici” dice il presidente ucraino Zelensky. 

Tutte le guerre terminano con un accordo“, osserva Volodymyr Zelenski in un discorso a tarda notte. E ricorda come i negoziati fra le delegazioni di Mosca e di Kiev in corso siano “difficili“, ma “di fondamentale importanza“. “Mi dicono che le posizioni ai colloqui ora suonano più realistiche“, spiega. “C’è sicuramente spazio per compromessi“. “Abbiamo comunque bisogno di tempo perché le decisioni da prendere siano nell’interesse dell’Ucraina“, conclude.

Russia Ucraina Putin Zelensky
Da sinistra, il presidente ucraino, Zelenky, e quello russo, Putin

Ucraina, Mariupol attaccata dal mare

La guerra però non si ferma. E si assiste a negoziati sotto le bombe. Nelle prime ore del mattino di oggi 16 marzo c’è stata un’ulteriore escalation. La città portuale del sud, Mariupol, da giorni assediata e bombardata dai russi – quasi mezzo milione di abitanti e già oltre duemila vittime fra i civili – sta fronteggiando un attacco anche dal mare di Azov. Lo riferisce Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco. Gli attacchi delle navi da guerra vanno ad aggiungersi ai raid aerei. “I primi missili – spiega – sono arrivati da una nave vicino a Bilosaraiska Kosa, verso la città“. L’ospedale regionale di Mariupol, inoltre, è sempre occupato dalle forze russe. Le quali “costringono i medici a curare i loro feriti” e “usano anche i pazienti come scudo contro i tentativi di riprendere il controllo del nosocomio da parte dei nostri soldati“.

Ucraina Odessa Mariupol

Anche la seconda città più grande dell’Ucraina, Kharkiv, ha subito attacchi durante la notte fra ieri e oggi 16 marzo. Due i morti confermati e due edifici residenziali distrutti, riferisce il quotidiano inglese The Guardian. Semidistrutta una scuola alle 3 del mattino. “Come risultato di un attacco di artiglieria sugli edifici nel quartiere Nemyshlyansky di Kharkiv, diversi appartamenti in due edifici residenziali sono distrutti“, dicono i servizi di emergenza ucraini. I soccorritori hanno lavorato per spegnere le fiamme, salvando 4 persone dal crollo di un edificio.

Bombardamenti anche verso Odessa

Le navi russe nel Mar Nero cominciano a bombardare le coste vicino alla città di Odessa, la terza più grande dell’Ucraina e principale porto del paese. Sono stati sparati razzi e colpi di artiglieria, informa sui social Anton Gerashchenko, Consigliere del Ministro degli Affari Interni dell’Ucraina. Alle 2.57 (ora locale) è scattato l’allarme “attacco aereo” e i civili sono invitati a raggiungere i rifugi. Analoghi allarmi sono stati attivati – negli stessi minuti – anche a Poltava (ore 3), Dnipro (2.56), Ivano-Frankivsk (2.54) e Leopoli (2.53). Esplosioni nella notte anche alla periferia di Kiev.

Odessa Ucraina Teatro
Il teatro di Odessa, la celebre città ucraina sul mar Nero

Ucraina, la Corte dell’ONU decide oggi

Sul fronte internazionale, la Corte di giustizia (Cig) dell’ONU si pronuncerà oggi sulla richiesta urgente dell’Ucraina affinché la Russia fermi immediatamente l’invasione. La sentenza dovrebbe arrivare per le 16 dall’Aja, in Olanda. L’Ucraina accusa la Russia di cercare illegalmente di giustificare la sua guerra accusandola falsamente di genocidio nella regione del Donbass. Kiev chiede che la Corte prenda misure urgenti e ordini alla Russia di “sospendere immediatamente le operazioni militari“.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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