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Belgio, auto sulla folla: strage al Carnevale

Almeno 6 morti, 12 feriti gravi e circa 20 feriti leggeri a Strépy (La Louvière)

In Belgio un’auto è finita contro la folla e si è compiuta una strage: almeno 6 le vittime e 12 i feriti gravi e 20 leggeri, secondo un primo bilancio provvisorio. Non è chiaro se si sia trattato di un gesto omicida del conducente del veicolo o di un incidente.

La follia è accaduta verso le 5 di domenica mattina, oggi 20 marzo, durante la festa per la celebrazione del Carnevale di Strépy-Bracquegnies un paese nel comune di La Louvière, città di 80mila abitanti in Vallonia, la regione francofona del Belgio. Il bilancio provvisorio è di 6 morti, 12 feriti gravi e circa 20 feriti leggeri.

Il Belgio sotto shock

Il borgomastro di La Louvière, Jacques Gobert, ha spiegato la dinamica dell’incidente ai media locali. “Un’auto che procedeva a gran velocità si è scagliata contro la folla radunata per assistere al ‘ramassage des Gilles’“, il raduno di alcune maschere tradizionali del Carnevale, ha raccontato. “Il conduttore in seguito ha proseguito il suo percorso ma è stato intercettato“. Alcuni media del Belgio riportano inoltre che la polizia avrebbe interrogato un sospetto. Il Comune ha fatto scattare il proprio piano di emergenza. “Abbiamo messo a disposizione delle famiglie il palazzetto dello sport e attivato il servizio di assistenza alle vittime“, ha spiegato il sindaco Gobert.

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Un’immagine di repertorio del Carnevale belga. Foto Facebook / Ville de la Louvière

Le ragioni della tragedia

Riguardo alle circostanze della strage, alcuni media evocano un inseguimento tra il veicolo coinvolto e la polizia. Il sindaco di La Louvière però ha smentito questa informazione, scrive il quotidiano Le Soir. “Tutto quello che sappiamo è che un’auto ha guidato ad alta velocità tra la folla. È stato un atto deliberato o no? Lo diranno le indagini“, ha sottolineato Jacques Gobert.

La città di La Louvière ospita da oltre 150 anni il Carnevale mascherato che è diventato uno dei più celebri e amati della Vallonia. Le autorità avevano posticipato il periodo dei festeggiamenti all’inizio di marzo – in tempo ormai di quaresima, dal punto di vista religioso e delle tradizioni – a causa della pandemia di Covid. Adesso è infatti avvenuto in Belgio un alleggerimento delle delle restrizioni sanitarie e il Paese è in zona gialla. Il tradizionale Carnevale di La Louvière doveva cominciare proprio oggi 20 marzo con la consueta raccolta dei Gilles, le maschere, in cui i partecipanti passano di casa in casa. Sarebbe poi dovuto continuare domani 21 e dopodomani 22 marzo.

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Jacques Gobert, sindaco di La Louvière in Belgio. Foto Facebook / Jacques Gobert

E infatti di prima mattina si è proceduto alla tradizionale “raccolta“, nel corso della quale le diverse società cittadine del Carnevale hanno ricevuto le maschere dagli abitanti, al loro passaggio negli edifici in un’atmosfera tradizionalmente calorosa che si è trasformata in tragedia. La ministra dell’Interno, Annelies Verlinden, ha reagito su Twitter. “Le mie più sincere condoglianze alle famiglie e agli amici di coloro che sono morti e sono rimasti feriti nell’incidente accaduto questa mattina a Strépy. Quella che doveva essere una festa conviviale si è trasformata in una tragedia.” “Stiamo seguendo da vicino l’evolversi della situazione” ha concluso la ministra.

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Foto Facebook / Ville de La Louvière

 

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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