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Giornata per le vittime innocenti delle mafie, Mattarella: “Memoria è impegno alla lotta”

In piazza in tutta Italia decine di migliaia di persone, soprattutto ragazzi, per dire no alla mafia

Vittime innocenti delle mafie, Da Napoli a Bari, Roma, Torino, Milano e Brescia, il 21 marzo 100mila giovani sono scesi in piazza in tutta Italia. Il messaggio di Sergio Mattarella.

L’iniziativa puntava a ribadire che la lotta contro ogni mafia deve partire da un modello di istruzione differente. “Il 21 Marzo è una data che deve legare memoria e impegno” hanno dichiarato gli studenti di scuole e università presenti nelle piazze. “Non lasciare soli i familiari delle vittime innocenti di mafia è il primo passo per trasformare le tante battaglie di giustizia individuali in battaglie collettive per la giustizia sociale“. La ricorrenza del 21 marzo riguarda la 27ª Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un appuntamento promosso da varie associazioni fra cui Libera di don Luigi Ciotti.

Napoli, la città protagonista

È Napoli che ha fatto da fulcro delle manifestazioni della Giornata anti mafia. Nel capoluogo partenopeo sono giunti 300 pullman da tutta Italia. Presenti esponenti del sindacato e delle istituzioni, studenti, e soprattutto i parenti delle vittime di tutte le mafie. In piazza del Plebiscito sono stati letti i nomi di tutte le 1055 vittime innocenti di mafia in Italia. Semplici cittadini, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali.

Mafie Giornata Vittime

In occasione della Giornata delle vittime innocenti delle mafie è intervenuto con un messaggio anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Memoria è impegno” ha detto il capo dello Stato. Significa “onorare chi ha pagato con la vita il diritto alla dignità di essere uomini, opponendosi alla disumanità delle mafie, alla violenza, alla sopraffazione contro la propria famiglia, la comunità in cui si vive. Memoria è richiamo contro l’indifferenza, per segnalare che la paura si sconfigge con l’affermazione della legalità. Perché combattere le mafie significa adempiere alla promessa di libertà su cui si fonda la vita della Repubblica“.

Mattarella: “Impegno di tutti contro le mafie

“Desidero esprimere – ha proseguito Sergio Mattarellala mia vicinanza a quanti si ritroveranno nella manifestazione nazionale a Napoli e nelle altre piazze italiane per ripetere gesti insieme semplici e esemplari. Crescita civile e affermazione dei diritti si affermano con il consolidarsi della partecipazione dei cittadini“. “Sconfiggere le mafie è possibile: lo testimoniano i risultati dell’azione senza sosta delle Forze di polizia, della Magistratura, della società civile. Le mafie cambiano pelle, centri di affari, modalità organizzative. Si insinuano nelle attività legali, e ogni sottovalutazione può aprire varchi alla penetrazione criminale. Istituzioni, forze economiche e sociali, comunità territoriali, singole persone: tutti sono chiamati all’impegno per contrastarla e sconfiggerla a tutela degli spazi di civiltà“.

Puglisi Pino Palermo
Don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1993. Foto Twitter @NAntimafia

Si approfitta della crisi della magistratura

Alla manifestazione di Firenze ha parlato il procuratore uscente Giuseppe Creazzo, che nei prossimi mesi tornerà nella sua Calabria. “La nostra storia è fatta di alti e bassi. In questo momento sembra che la lotta contro le mafie non sia più una priorità, e non sia più assistita da un’attenzione e da una volontà, anche politica, importante“. “C’è chi approfittando della grave crisi della magistratura, portata dallo scandalo Palamara ne approfitta per colpire i magistrati e la magistratura in generale“, ha aggiunto Creazzo.

Il giudice Giovanni Falcone

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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